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giovedì 2 luglio 2015

Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo- La battaglia del labirinto- Lo scontro finale


Autore: Rick Riordan
Editore: Mondadori



Trame
La battaglia del Labirinto: Luke sta per scatenare l'ultimo attacco di Crono e per farlo cerca un accesso al Campo che solo in pochi conoscono. Si dovrà servire di un altro mitico edificio dell'antica Grecia che si trova in America, anzi, che si estende in tutto il mondo ormai. Si tratta del Labirinto di Dedalo, cresciuto assieme alla civiltà occidentale sotto la crosta terrestre e che permette di collegare in pochissimo tempo e spazio luoghi lontanissimi fra loro. Sempre che all'insidioso labirinto, abitato da inquietanti creature, si sopravviva... Anche il suo costruttore pare sia ancora innaturalmente in vita e, per trovarlo prima di Luke, Annabeth si calerà nell'oscurità dei corridoi sotterranei, affiancata da Percy, Grover e Tyson. Anche qualcun altro però sta cercando Dedalo: si tratta di Nico, che sta guadagnando potere sulle anime dei defunti grazie anche a un misterioso spettro che lo istruisce.

Lo scontro finale: Ci siamo, è arrivato il momento dello scontro fra le forze del Titano e quelle degli Dei. Lo sfondo è New York City. Percy si farà carico della maledizione di Achille per riuscire ad avere una benché minima speranza contro Luke/Crono, mentre la casata di Ares decide infine di non scendere in battaglia per orgoglio ferito. Ma gli avversari paiono intuire ogni mossa strategica dei semidei: Percy si dovrà a fare i conti con una spia nascosta fra gli amici e dovrà capire di chi fidarsi nelle ultime frenetiche ore di battaglia...

La mia esperienza: Eccomi giunta alla conclusione della saga. L'ho terminata con tristezza, perché è risaputo ormai quanto mi sia piaciuta. Tutti sanno. Gli ultimi due libri sono assolutamente all'altezza e riescono a superare lo schema, un po' ripetitivo, di "arrivo al Campo-impresa-ritorno al campo" degli altri tre. Qui si entra nel vivo di una trama che si snoda attraverso entrambi i romanzi e ci porta alla conclusione del mega plot. Credo di aver preferito il Labirinto perché l'ho trovato assai originale e suggestivo, con flashback della vita di Dedalo che si intrecciano al presente e quelle bellissime ambientazioni del labirinto stesso che sembra, anzi è, vivo. Dedalo stesso è un personaggio molto sfaccettato e interessante, capace di grandi invenzioni e azioni aberranti. 
La battaglia finale, a parte che si svolge a New York City (tanto per cambiare, vorrei contare quante volte è stata distrutta nelle finzioni, anche se in questo caso è comprensibile, essendo il Campo a Long Island), l'ho trovata forse un po' breve... Molta azione, concentrata in pochi giorni, ma in verità avrei voluto vedere di più. Ciononostante, non mi ha deluso, anzi devo dire che Riordan gioca pulito e riesce a piazzare i suoi colpi di scena senza stravolgere la trama seguita fino a quel momento. Per un lettore adulto, abituato a soffrire con le morti di Martin e i rovesciamenti della Rowling, può sembrare un po' banale, ma invece è una boccata di aria fresca.


(Ah, il vero figo qui non è Percy... ma Nico. Perché non ci sono stati spin-off sul personaggio più interessante della saga, non saprei...)


In due parole: suggestivi ed epici.



martedì 26 maggio 2015

Vita vera, mini recensioni e OT

Buongiorno,

era da un po' che non guardavo il blog e sono rimasta basita dalla data dell'ultima pubblicazione! Mentre su Facebook qualcosina sono riuscita a postarvi, qui l'ultimo articolo è già ricoperto di polvere... Me ne scuso e vi propongo questo post-fiume, che spero leggerete o che potete usare per arrivare direttamente alle mini recensioni ivi contenute.

Il motivo è che me ne sono capitate di tutti i colori in questi mesi, rallentando l'attività di lettrice e anche togliendomi ogni voglia di scrivere. Andando con ordine, first things first: sono rimasta incinta! Bellissima notizia, ma ho sofferto di nausee fortissime il primo trimestre che mi hanno impedito di aprire libro. Devo dire che sono stati mesi di noia profonda. L'unica cosa che potevo fare era guardare un po' di televisione: potete capire il mio disagio, non sono mai stata una grande amante del piccolo schermo. Ho potuto così sperimentare la Grande Noia e capire come si vive una vita senza libri: vi posso assicurare che il cervello muore, letteralmente. Mi sentivo un'ameba, associavo il leggere (ovvero, il movimento degli occhi) alla nausea ed ero pervasa da un'inquietudine e un tedio mai provati prima. Credo che sia stato il periodo più lungo della mia vita che ho passato senza leggere.




Successivamente, ho perso un amico, il mio compagno di letture da 12 anni e non mi sono ancora ripresa. Lo avete conosciuto nella foto che ho scattato per Libriomancer. Se n'è andato così, all'improvviso e io ancora non riesco a crederci.







Come ho già avuto modo di dire su Facebook, nel dolore non sono riuscita a leggere molto, avevo bisogno del conforto di persone care e familiari ed è per questo che mi sono buttata con la voracità di una bulimica sulla biografia di Freddie Mercury di Lesley-Ann Jones, intitolata con molta poca fantasia "I Will Rock You". Un libro diverso dal solito, potete pensare, ma in realtà mi piace alternare generi, leggere romanzi come saggi o biografie. E Freddie è uno di casa, ha cresciuto me e mio fratello, le sue parole sono fonte di ispirazione continua. Devo dire che il libro è ben scritto, anche se si dilunga molto in dati, classifiche e dettagli discografici, il che è comprensibile se si vuole inquadrare il contesto, ma che rompe un po' il flusso della narrazione. Inoltre, da brava inglese, l'autrice ama indulgere un po' troppo nei dettagli piccanti; quando invece si lascia andare ai propri ricordi, si hanno dei bellissimi spaccati di vita vera, emozioni e colori che rendono il tutto più umano. Il ritratto di Freddie che ne viene fuori è bellissimo, un uomo che ha dato tutto e che ha voluto tutto, senza risparmiarsi o accordare sconti alla vita. Le testimonianze più toccanti sono, oltre a quelle dirette dell'autrice, quelle degli amanti inconsolabili, lasciati svuotati dalla scomparsa dell'artista, come paesi devastati da uragani. Lettura consigliabile.

Resuscitata a nuova vita grazie al secondo trimestre di gravidanza, e ringraziando il Cielo che è stato inventato, ho scoperto di essere in ritardo per affittare il mio solito b&b a Torino per il SalTo. Tristemente ho appreso che il nostro solito e comodissimo appartamentino era già stato prenotato. A dire il vero, la proprietaria me ne ha proposto un altro, più grande e in condivisione con un'altra coppia, ma non me la sono sentita, vuoi per l'umore, vuoi per la gravidanza. 

E meno male che non l'ho accettato, direi! Perché due settimane fa mi sono pure fratturata una caviglia scendendo un marciapiede! Per cui vegeto di nuovo fra divano e letto e la cosa più emozionante che mi capita è lavarmi i capelli. Stavolta però niente nausee e almeno riesco a leggere. Ho finito due libri e sono in dirittura d'arrivo del terzo. Ho finito Il profumo, di cui farò una recensione "ammodino" qui di seguito, mentre un altro l'ho lasciato in sospeso, a causa di una voglia irrefrenabile di Percy Jackson e di Marito, che mi ha procurato i tre libri della saga che mi mancavano.

Percy Jackson e La Maledizione del Titano (Rick Riordan) l'ho finito in pochissimo tempo. Vuoi per il tempo libero, la relativa brevità della storia e una trama un poco ripetitiva. Il terzo della serie, secondo me soffre della sindrome da "tessera del mosaico", fondamentale per il megaplot ma un po' anonimo di per sé. Percy incontra Artemide e le sue Cacciatrici, eterne fanciulle immortali un po' misantropi, mentre Annabeth viene rapita e costretta a una punizione "titanica": per salvarla Artemide si immola al suo posto. Le cacciatrici, Percy e Talia, figlia di Zeus, partono alla volta di San Francisco, dove si trova il monte dei Titani in questo secolo, per trarre in salvo entrambe. 
Come dicevo, godibile, ma un po' piatto. Sto già leggendo il quarto, La battaglia del Labirinto, molto più dinamico e interessante, a riconferma del fatto che il libro precedente serviva come mezzo per arrivare ad eventi più succosi.

Il povero accantonato è Il Pendolo di Foucault di Umberto Eco. I suoi libri hanno sempre il potere di farmi sentire, in un modo bellissimo, ignorante e minuscola... Beh forse non era il momento giusto, forse la voglia di distrazione ha vinto... Non rinuncio però all'impresa, come direbbe Percy. Nella vita, bisogna provare e riprovare e non mollare. E se ti danno limoni, vendi limonata... 


Alla prossima!
Rose Libris


lunedì 15 dicembre 2014

Consigli per gli acquisti 2- Libri sotto l'albero

And have yourself, a merry  little Christmas, now...

Come di consueto, sono qui a consigliarvi, in base alle mie letture dell'anno, alcuni libri che vorrei finissero sotto l'albero di Natale vostro o dei vostri amici o parenti. Il mio, è già tanto se sopravvive agli attacchi quotidiani del gatto... Non credo riceverò libri, anche perché non ne ho chiesti: sto ancora smaltendo l'ultima abbuffata di shopping librario che ho fatto prima che mio cugino chiudesse il negozio. In più ho anche dei saggi d'arte da leggere per lavoro che mi stanno chiamando a gran voce. Insomma, anche se non arriveranno nuovi acquisti, non credo che le letture invernali mancheranno.

Ecco qui le letture migliori dell'anno, ovviamente non seguono un ordine ben preciso...

La storia infinita (Michael Ende, Corbaccio)- per: ragazzi e bambini, adulti con la capacità di sognare, amanti del Fantasy. Un classico dei classici, che può stupire ancora. Da leggersi nella edizione Corbaccio a due colori, inchiostro rosso e verde.



Nord e Sud (Elizabeth Gaskell, edizioni Jo March)- onore alla Jo March per aver pubblicato questo libro. Per: amanti dell'Inghilterra, dei classici ottocenteschi, chi ama le grandi emozioni e storie d'amore, studenti alle prese con la rivoluzione industriale, chi abita in una realtà industriale.


Borgo Propizio (Loredana Limone, Tea o Guanda)- libro trasversale che ameranno tutti colori in cerca di un balsamo leggero per il cuore. Risate e tenerezza, mescolate a un po' di provincia italiana.


Percy Jackson (Rick Riordan, Mondadori) tutti- Per: bambini e ragazzi, chi vuole ridere con intelligenza e con humor sottile, amanti della mitologia greca di ogni età.



La primavera di Cosroe (Piero Citati, Adelphi)- tutti noi abbiamo un amico o parente amante dei saggi e della grande storia. Se poi ama anche la buona scrittura, o la poesia, questo è il libro giusto!







The peach keeper/ L'albero dei segreti (Sarah Addison Allen, edizione italiana Sonzogno)- Un romanzo che mescola storie d'amore, magia e intrecci familiari che legano generazioni diverse a un unico destino. Un libro amico, da tenere stretto. Per: chi è romantico, chi ama un pizzico di magia nella realtà, chi pensa ancora alla nonna con affetto e la vorrebbe di nuovo con sé...




La cerimonia del massaggio (Alan Bennett, Adelphi)- Per ridere, ridere e ridere con il più classico humor inglese. Se amate Hugh Grant e Oscar Wilde, o semplicemente ridere in modo raffinato e non scontato, non potete non afferrare questo libro...

venerdì 14 novembre 2014

Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo- Il mare dei mostri (Rick Riordan)


Autore: Rick Riordan
Titolo: Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo- Il mare dei mostri
Editore: Mondadori

Trama: come ogni anno, Percy sta lottando disperatamente per non farsi espellere dall'ennesima scuola. Questa volta ce l'ha quasi fatta: è arrivato indenne all'ultimo giorno e si è pure fatto un nuovo amico, il piccolo (ma solo di età) senzatetto Tyson. Ma mai dire mai con gli eroi e i mostri: Percy viene attaccato proprio l'ultimo giorno e salvato da Annabeth che si sta recando al Campo in anticipo, guidata da alcuni sogni inquietanti. Percy deve portarsi dietro Tyson se vuole salvarlo e solo al Campo scoprirà la vera natura del suo amico: è un ciclope. Ma il Campo Mezzosangue è sotto attacco e l'unico modo per salvarlo è partire alla ricerca del Vello d'Oro...

La mia esperienza: mi piace l'idea di pubblicare una recensione di Percy proprio ora che sono uscite le nuove edizioni economicissime a soli 5 euro. Spero che ciò contribuisca ad avvicinare nuovi lettori a questa saga che mi piace tantissimo. Come ho già avuto modo di dire, l'autore è molto competente in materia mitologica, riesce a cogliere l'essenza dei miti greci e a modernizzarli senza svilirli. I protagonisti sono tutti giovani emarginati, per un motivo o per un altro, che vivono la propria rivincita scoprendo di essere figli di un dio o una dea. Ma non sarà questo il vero motivo di appagamento, quanto piuttosto il dar loro un'altra opportunità, quella di mostrare i proprio punti di forza in un campo a loro congeniale. Oltre all'umorismo di Riordan che adoro, il lato che più mi piace (da lettrice adulta) è proprio questo: che gli eroi sono gli svantaggiati, i quali, messi in condizione, riescono a dimostrare quanto valgono. Come già detto, i semidei sono tutti dislessici e iperattivi, penalizzati nel mondo reale, ma avvantaggiati in quello dei miti dalle loro qualità innate. Tyson poi introduce il tema dei bambini che crescono nelle strade di New York, immaginandoli ciclopi abbandonati anche dai propri genitori sovrannaturali, che se ne vergognano. Tyson è uno dei personaggi che più colpisce al cuore, grosso quanto un gigante, ma infantile nel modo di esprimersi, semplice nelle gioie e grande nei sentimenti. E Percy dovrà scoprire se preferisce essere acclamato dal gruppo o amato e fedele a se stesso con Tyson. In questo libro Percy scopre nuove qualità e poteri, è un libro sicuramente nautico, il che mi mette sempre un po' a disagio (non ci capisco niente di termini nautici), ma il mix di cultura classica e moderna è sicuramente azzeccato. E se avete visto Miami almeno una volta, non è così impensabile pensarla come la patria dei Party Pony...

Mi piace pensare agli anni trascorsi da Riordan nelle scuole come insegnante, ad osservare gli adolescenti e il loro mondo, fatto di regole da rispettare per farsi accettare dal gruppo, lo immagino studiare coloro che non rientravano negli standard e creare per loro una nuova realtà dove potevano non solo essere "normali", ma addirittura migliori degli altri. Tutto questo mi colpisce al cuore e consiglio la lettura di Percy Jackson a tutti gli studenti (e insegnanti anche, che di mele buone ce ne sono tantissime, ma anche qualcuna bacata) delle scuole medie. Lo metterei assolutamente come lettura estiva/natalizia obbligatoria. 

In due parole: istruttivo e divertente

lunedì 17 marzo 2014

Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo- Il ladro di fulmini


TITOLO: Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo- Il ladro di fulmini
AUTORE: Rick Riordan
EDIZIONI: Mondadori (letto in e-book)


TRAMA: Percy Jackson pensava di essere un dodicenne normale. Certo, il suo pessimo carattere dava qualche problemino. E poi il fatto di non aver mai conosciuto il padre, essere stato sbattuto fuori da ogni singola scuola mai frequentata ed essere stato protagonista di numerosi, quanto bizzarri, incidenti. Ma, dopo tutto, chi può dirsi “davvero” normale? Di sicuro la sua speranza di vivere un’esistenza comune crolla miseramente quando, davanti ai suoi occhi, la prof di matematica si tramuta in una Furia, con la F maiuscola. Un mostro mitologico pronto a fargli le penne. Perché Percy è tutto, fuorché normale.
Per Percy, ci sono molte scoperte all’orizzonte: non solo gli dei esistono (e vivono a New York), ma lui stesso risulta essere figlio di un’umana e di Poseidone. Nel suo futuro ci sono imprese mitiche... e 3 mesi di addestramento al Campo Mezzosangue, la colonia estiva che ospita i suoi simili, creature metà umane e metà divine. Accanto a lui troverà amici sinceri: la tempestosa figlia di Atena e un goffo satiro che bruca lattine come se fossero la cosa più golosa al mondo...

LA MIA ESPERIENZA: Come avete avuto modo di leggere più volte su Facebook o sul blog, ero molto restia all'idea di leggere di un altro "predestinato" dopo Harry Potter, oltretutto se figlio di un dio greco descritto dalla mano di un americano. Eppure mi sono dovuta ricredere parecchio! Mi sono molto divertita a seguire le avventure di un dodicenne sfigatino, vessato da ogni tipo di bullo, umano o semidivino, alla ricerca di un oggetto mitologico che manco pensava potesse esistere, tantomeno in America: la folgore di Zeus. Non vi aspettate un altro Harry, lo stile è completamente diverso: si entra subito nell'azione, non vi è traccia di quella malinconia così british a cui la Rowling ci ha abituato e lo stile è molto diretto. Poche cose sono lasciate alla riflessione, devo dire che si intuisce abbastanza bene dove stanno le magagne, i traditori nascosti nell'ombra e in questo è più "da ragazzi" rispetto al coetaneo inglese. Ma non è scontato, anzi, si intuisce che Percy ha ancora molto da dare nei prossimi romanzi e, se non si fanno paragoni, è molto piacevole come protagonista. Dopotutto, è un dodicenne con le priorità di un dodicenne, non un eroe votato al sacrificio e mi piace molto che alla fine sia lui a dover maturare e non arrivi in soccorso una figura paterna sdolcinata che ci sarebbe stata tanto male. Apprezzo che si senta che lo scrittore è un insegnante che conosce i ragazzi e adoro, adoro, adoro l'idea che la dislessia, i deficit dell'attenzione e l'iperattività siano segnali di un'origine divina e non disabilità. Lo farei leggere a quei ragazzi (e non) che nel periodo scolastico si sono visti "marchiare" del simbolo dei diversi, come un piccolo indennizzo. Dopotutto, ancora ai miei tempi si guardava molto meno a queste cose e i ragazzi venivano bollati come "studenti difficili", proprio come alla Yancy, la scuola di Percy. E a chi non sarebbe piaciuto ridurre in cenere la propria insegnante di matematica?
Inoltre, scordatevi il film, che ho trovato penoso, scordatevi i figherrimi Sean Bean, Pierce Brosnan e Uma Thurman: Poseidone è descritto a metà tra un surfista di mezza età e un pescatore, Zeus come un magnate di Wall Street, la Dodds come una cinquantenne metallara e così via. Tutto è molto meno epico del film, ma più originale e non scontato e proprio per questo mi è piaciuto un sacco!


IN DUE PAROLE: avventuroso e divertente

sabato 8 marzo 2014

PerSy in una nuova lettura... Ovvero io e i miei pregiudizi antiamericani...



Salve a tutti,
un altro post di aggiornamento. Le recensioni ultimamente mi vanno strette, non riesco proprio a mettermi davanti al pc a "ingabbiare" le mie ultime letture in schede, per cui vi tocca leggere un po' di ciance libresche in queste settimane... 
Vi avevo già informato su Facebook del bel libro storico che stavo leggendo, "La sposa normanna", che ahimè ho lasciato a casa materna tre giorni fa e che non ho ancora finito. Il pranzo domenicale me lo renderà e potrò così terminarlo. 

Molto ben scritto, lo trovo una piacevole lettura di svago, in quanto si concentra più sul lato personale ed emotivo di Costanza d'Altavilla che sugli intrighi. Molto rosa, ma assolutamente di un buon livello, con un bell'italiano, un uso della storia corretto a mio avviso, per farci vivere la condizione di una nobildonna dell'epoca senza annoiare. Se fossi un'insegnante, lo darei come lettura da scuola superiore, perché appassiona molto.


La pausa di lettura mi ha permesso di riprendere in mano il Kobo per poter leggere finalmente Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo- Il ladro di fulmini. Ebbene sì, l'avevo snobbato per anni, non avevo visto il film perché ero troppo fan di Harry Potter per poter concepire un altro "predestinato" all'epoca. Il fatto che prendesse come cornice la mitologia greca, che amo, e l'ambientasse in America, con un protagonista americano, di penna americana... Suvvia, potete capire perché fossi preda dei pregiudizi!!! Mica tutti sono Neil Gaiman... Invece mi hanno passato questi libri e adesso sono incollata alle pagine del primo, "Il ladro di fulmini". Mi ha preso tantissimo, rispetta veramente lo stile degli dei greci e le loro personalità (ho da ridire su Afrodite, ma per ora se ne è parlato poco) e il fatto che Percy sia uno sfigato di primissimo livello mi ha fatto impazzire. Vederlo vessato dalla progenie di Ares, con la testa nella tazza del water mi ha conquistato! E non perché sia odioso, anzi, ma il tutto lo rende più umano. Insomma, il linguaggio è un po' "uassameriganboi", ma questo ragazzetto non mi pare per ora il classico eroe statunitense alla Capitan America. Infatti sono indecisa se vedere il film, perché dal trailer mi sembra lo abbiano fatto un po' troppo figo...


Voi che ne dite? Lo avete letto o avete visto il film? Fatemi sapere le vostre opinioni anche su Facebook!

See ya!