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mercoledì 21 ottobre 2015

Vado in maternità: alcuni aggiornamenti



Eccoci giunti alla fatidica ultima settimana di gravidanza. Come avete letto, gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un rallentamento delle letture, credo dovuto agli ormoni che tutto mi facevano fare tranne leggere. Per un po' mi sono trasformata in una donna che si alzava presto la mattina, faceva le lavatrici, sistemava i lenzuolini nei cassetti e le tutine nel fasciatoio... Chi l'avrebbe mai detto! Adesso che all is quiet, come cantava Björk, in attesa della tempesta perfetta che sarà un pargolo, anzi una pargola, ho ripreso un attimo a leggere, ma senza molto metodo.

Come già scritto su Facebook, ho preso la raccolta di racconti mammut di Sherlock Holmes che ho iniziato nelle notti di insonnia. Su questa non farò una recensione, perché intendo  "assumerla al bisogno", ovvero spelluzzicarla quando necessito di un buon vecchio racconto che mi trasporti nel Diciannovesimo secolo e mi culli un po'...

Scriverò invece del terzo capitolo di Loredana Limone e il suo Borgo Propizio, che mi è giunto grazie alla bontà sua e del fan club. L'ho già iniziato e, parto a parte, non credo ci vorrà molto a finirlo. A dire il vero, spero di riuscire anche a scrivere una recensione prima del grande momento, perché poi non so dove troverò il tempo di aggiornare il blog. Lo spero, ma non lo prometto.

Abbiate pazienza dunque, che anche qui si andrà un po' in maternità.

Buone letture e buon riposo nel frattempo!


(foto di Anne Geddes)

martedì 26 maggio 2015

Vita vera, mini recensioni e OT

Buongiorno,

era da un po' che non guardavo il blog e sono rimasta basita dalla data dell'ultima pubblicazione! Mentre su Facebook qualcosina sono riuscita a postarvi, qui l'ultimo articolo è già ricoperto di polvere... Me ne scuso e vi propongo questo post-fiume, che spero leggerete o che potete usare per arrivare direttamente alle mini recensioni ivi contenute.

Il motivo è che me ne sono capitate di tutti i colori in questi mesi, rallentando l'attività di lettrice e anche togliendomi ogni voglia di scrivere. Andando con ordine, first things first: sono rimasta incinta! Bellissima notizia, ma ho sofferto di nausee fortissime il primo trimestre che mi hanno impedito di aprire libro. Devo dire che sono stati mesi di noia profonda. L'unica cosa che potevo fare era guardare un po' di televisione: potete capire il mio disagio, non sono mai stata una grande amante del piccolo schermo. Ho potuto così sperimentare la Grande Noia e capire come si vive una vita senza libri: vi posso assicurare che il cervello muore, letteralmente. Mi sentivo un'ameba, associavo il leggere (ovvero, il movimento degli occhi) alla nausea ed ero pervasa da un'inquietudine e un tedio mai provati prima. Credo che sia stato il periodo più lungo della mia vita che ho passato senza leggere.




Successivamente, ho perso un amico, il mio compagno di letture da 12 anni e non mi sono ancora ripresa. Lo avete conosciuto nella foto che ho scattato per Libriomancer. Se n'è andato così, all'improvviso e io ancora non riesco a crederci.







Come ho già avuto modo di dire su Facebook, nel dolore non sono riuscita a leggere molto, avevo bisogno del conforto di persone care e familiari ed è per questo che mi sono buttata con la voracità di una bulimica sulla biografia di Freddie Mercury di Lesley-Ann Jones, intitolata con molta poca fantasia "I Will Rock You". Un libro diverso dal solito, potete pensare, ma in realtà mi piace alternare generi, leggere romanzi come saggi o biografie. E Freddie è uno di casa, ha cresciuto me e mio fratello, le sue parole sono fonte di ispirazione continua. Devo dire che il libro è ben scritto, anche se si dilunga molto in dati, classifiche e dettagli discografici, il che è comprensibile se si vuole inquadrare il contesto, ma che rompe un po' il flusso della narrazione. Inoltre, da brava inglese, l'autrice ama indulgere un po' troppo nei dettagli piccanti; quando invece si lascia andare ai propri ricordi, si hanno dei bellissimi spaccati di vita vera, emozioni e colori che rendono il tutto più umano. Il ritratto di Freddie che ne viene fuori è bellissimo, un uomo che ha dato tutto e che ha voluto tutto, senza risparmiarsi o accordare sconti alla vita. Le testimonianze più toccanti sono, oltre a quelle dirette dell'autrice, quelle degli amanti inconsolabili, lasciati svuotati dalla scomparsa dell'artista, come paesi devastati da uragani. Lettura consigliabile.

Resuscitata a nuova vita grazie al secondo trimestre di gravidanza, e ringraziando il Cielo che è stato inventato, ho scoperto di essere in ritardo per affittare il mio solito b&b a Torino per il SalTo. Tristemente ho appreso che il nostro solito e comodissimo appartamentino era già stato prenotato. A dire il vero, la proprietaria me ne ha proposto un altro, più grande e in condivisione con un'altra coppia, ma non me la sono sentita, vuoi per l'umore, vuoi per la gravidanza. 

E meno male che non l'ho accettato, direi! Perché due settimane fa mi sono pure fratturata una caviglia scendendo un marciapiede! Per cui vegeto di nuovo fra divano e letto e la cosa più emozionante che mi capita è lavarmi i capelli. Stavolta però niente nausee e almeno riesco a leggere. Ho finito due libri e sono in dirittura d'arrivo del terzo. Ho finito Il profumo, di cui farò una recensione "ammodino" qui di seguito, mentre un altro l'ho lasciato in sospeso, a causa di una voglia irrefrenabile di Percy Jackson e di Marito, che mi ha procurato i tre libri della saga che mi mancavano.

Percy Jackson e La Maledizione del Titano (Rick Riordan) l'ho finito in pochissimo tempo. Vuoi per il tempo libero, la relativa brevità della storia e una trama un poco ripetitiva. Il terzo della serie, secondo me soffre della sindrome da "tessera del mosaico", fondamentale per il megaplot ma un po' anonimo di per sé. Percy incontra Artemide e le sue Cacciatrici, eterne fanciulle immortali un po' misantropi, mentre Annabeth viene rapita e costretta a una punizione "titanica": per salvarla Artemide si immola al suo posto. Le cacciatrici, Percy e Talia, figlia di Zeus, partono alla volta di San Francisco, dove si trova il monte dei Titani in questo secolo, per trarre in salvo entrambe. 
Come dicevo, godibile, ma un po' piatto. Sto già leggendo il quarto, La battaglia del Labirinto, molto più dinamico e interessante, a riconferma del fatto che il libro precedente serviva come mezzo per arrivare ad eventi più succosi.

Il povero accantonato è Il Pendolo di Foucault di Umberto Eco. I suoi libri hanno sempre il potere di farmi sentire, in un modo bellissimo, ignorante e minuscola... Beh forse non era il momento giusto, forse la voglia di distrazione ha vinto... Non rinuncio però all'impresa, come direbbe Percy. Nella vita, bisogna provare e riprovare e non mollare. E se ti danno limoni, vendi limonata... 


Alla prossima!
Rose Libris


domenica 2 novembre 2014

Lucca Comics and Games 2014- secondo, terzo e ultimo giorno

Sottotitolo: gli educational


LC&G 2014 è finito ed eccomi qua con i piedi sul divano, nelle orecchie ancora le promesse degli amici di rivederci prima di un anno e col pensiero agli standisti che stanno smontando proprio in questo momento. Come al solito, un po' di tristezza permea l'aria e mi piace pensare al codino finale che in genere consiste in una bevuta con quei pochi colleghi di Marito che rimangono qualche giorno in più in città. 

Con questa calma, posso parlarvi degli educational a cui ho partecipato. Su suggerimento della Leggy (aka la Leggivendola, il suo blog per me rimane il più bello dell'aere), mi sono iscritta a questi incontri che la manifestazione organizza per gli addetti ai lavori (o chiunque ne possa trarre giovamento, come anche noi blogger di libri a quanto pare). Gruppi molto ristretti, non più di venti in genere a stretto contatto con l'autore che può tenere una specie di lectio magistralis oppure una chiacchierata informale con il pubblico. Due autori, due stili diversi. Joe Abercrombie e Luca Tarenzi.



Joe Abercrombie è inglese che più inglese non si può e ha impostato subito l'incontro in modo tale che per un attimo ho pensato di trovarmi a un pub, intorno al bancone e dietro a una pinta di ale. Prima di tutto lasciatemi dire che è bello. E poi lasciatemi dire che al suo dito brilla una fede. Anche al mio. Quindi aperta e chiusa parentesi, ma è veramente bello. Il suo incontro si chiamava "Il fantasy secondo me" e alla fin fine è stata una bella dissertazione sul genere, ma anche sul mondo dell'editoria. In effetti, eravamo molto presi dal fatto di poter fare domande a raffica che forse abbiamo perso un po' lo scopo dell'incontro, che a me interessava in particolar modo, ovvero come Joe affrontasse un genere che a volte sembra aver già dato tutto. Non poteva mancare un riferimento al diabolico Martin e proprio Joe lo ha nominato per la prima volta, svelandoci che aveva già scritto qualcosa prima di leggere Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco, ma che solo dopo ha riscritto tutto, alla luce di quello che aveva appreso si potesse fare da Martin. In effetti, pare abbia avuto una discreta influenza su di lui. Ma al contrario di lui, gli è stato fatto notare, non eccede mai in violenza e sesso, al che, da bravo inglese ha risposto dicendo che "una cosa la si scrive solo se si è in grado " e che umilmente ha ammesso di non essere molto interessato a entrare nei dettagli di un'uccisione ma di preferire una descrizione "alla distanza". Niente sesso siamo inglesi, dunque. Comunque l'ho ammirato e mi è piaciuto molto la sua risposta. Non si trattava di un borioso so tutto io, faccio tutto bene io, ma anzi ha ammesso i suoi limiti nel descrivere personaggi femminili, sperando di poter migliorare in futuro e che non sarebbe mai in grado di auto pubblicarsi. E su questo mi trova francamente d'accordo. Ora, non voglio aprire un barattolo di vermi, ma sinceramente trovo che il ruolo dell'editore sia importante ed essenziale proprio alla luce delle diverse professionalità. Io non sarei mai in grado di occuparmi della copertina, del marketing, della promozione etc etc. Capisco che in Italia la situazione editoriale sia ferma al Pleistocene (cosa sottolineata da Tarenzi) e che a volte ci siano dei talenti nascosti che non hanno altro modo di venire fuori (per ora mi sono rimasti nascosti il più delle volte, ma confido un giorno li troverò), però amo che ognuno faccia il suo lavoro. Tutto qui.


Tarenzi invece ha l'esplosione di un mortaretto a Capodanno. E' energico, divertente, lungo capelluto e con l'aria da chi è appena sceso da un chopper. Era la prima volta che lo vedevo. Lui ha impostato più l'incontro su un excursus storico del genere Urban Fantasy, un genere di cui non sapevo nulla. Invece, proprio grazie a questo incontro, ho scoperto di aver già visto o letto qualcosa, ma mi ha aiutato tanto a farmi chiarezza. Per esempio, ho scoperto la differenza tra questo genere, il Young Adult e il Paranormal Romance. Deo gratias, finalmente. E poi ho scoperto che alcuni dei miti della mia infanzia, erano antesignani del genere, come Highlander. Fico. Mi sono segnata tutti i suoi consigli di lettura, ci ha pure consegnato una dispensina che mi leggerò appena finito questo articolo. E' stato molto generoso credo. Una cosa che voglio condividere con voi è la notizia che ci ha dato Luca: tra un mesetto uscirà l'edizione italiana di Libriomancier (Jim C. Hines), un urban fantasy appunto in cui il protagonista è un bibliotecario col potere di far fuoriuscire oggetti dai libri più popolari e letti. E qui si apre un elenco smisurato di citazioni che ogni appassionato lettore riconoscerà, tanto che a fine libro l'autore ci lascia la lista dei libri nominati. Giusto per andarsene a leggere altri, in caso li aveste mancati! 

Per il resto, la fiera si è svolta sotto un sole splendente, cocente a tratti, che ha aiutato molte cosplay a vestirsi ancora di meno e le gelaterie a vendere di più. Una mia amica ha vinto un premio al concorso nazionale di Cosplay e non vedo l'ora di andare domani a cena con lei per festeggiare. I numeri dei visitatori ancora non ci sono, ma sicuramente sono stati tanti, stratanti, soprattutto sabato. Tant'è che non sono riuscita a rientrare al Games fino a stasera alle sei, ma a quel punto mi sono detta che gli acquisti di libri li potevo fare anche fuori fiera, con più calma. Comprare libri è un atto di riflessione per me e non volevo abbrancare qualcosa a caso tanto per fare. Ovviamente una cosa l'ho presa: la nuova antologia del Trofeo RiLL. Abbiatela, scopritela, leggete ciò che viene fuori da cotanto concorso. Per me è un'utopia riuscire a scrivere cose così... Ciò non vuol dire che non ci proverò!

E vi lascio così, mentre aspetto un marito che non tornerà se non a notte fonda... Meno male Sdentato è sempre con me!

Buona notte
Rose

Lucca Comics & Games 2014- primo giorno



Piena di vita, piena di gente, non manca niente nella mia città...

Con queste parole di Massimiliano Poggi inauguro tutti gli anni la "settimana dei Comics". Fortunatamente per me, in un periodo relativamente morto per il mio lavoro, posso passare una settimana intera in una delle città che amo di più al mondo, Lucca. Così da un paio di anni a questa parte, il lunedì precedente all'inizio dei giochi, Marito ed io prendiamo armi e bagagli (il gatto no, lo lasciamo dai nonni che hanno il giardino e anche lui si può dire che vada in ferie...) e ci trasferiamo nel nostro amatissimo trilocale ai margini delle mura di Lucca. 
I giorni precedenti sono un'altra esperienza. A chi pensa di trascorrere qui il periodo della manifestazione, suggerisco fortemente di arrivare qualche giorno prima per vedere come si monta la fiera, per i berci degli operai (al lavoro fino a notte fonda), la tensione nell'aria, i lucchesi metà incazzati, metà intenti a sognare i soldi che intascheranno da lì a breve... Ironia a parte, è proprio bello vedere nascere qualcosa di bello, le aspettative palpabili nell'aria, il sottofondo musicale dato dai trolley che incessantemente solcano le stradine medievali del centro storico, i dialetti che si fondono nelle piazze. E poi c'è Lucca. Lucca è bella, non c'è nulla da dire. 

Come primo giorno devo dire che è andato piuttosto tranquillo. Complice un iPhone morto, la sveglia non è suonata e mi sono alzata che il sole già si avvicinava allo zenith... Quindi la mattina non ho idea di come sia andata. Ma quando di buon passo mi approcciavo alla cinta della mura, devo dire di non aver trovato la solita coda che partiva un km prima, quindi ritengo che il fatto che fosse giovedì abbia trattenuto molti nei sacrosanti luoghi di lavoro. Nei prossimi giorni ho ragione di pensare che le cose andranno diversamente. 

Cosa c'è di nuovo? Sul sito della fiera si trova di tutto di più, ma lasciatemi dire una cosa. L'Umbrella spacca. Di brutto. Quest'anno hanno preso un baluardo sulle mura PIU' le cannoniere e hanno messo su una cosa spaziale tipo "labirinto con gli zombie". Scusate se non ho un linguaggio tecnico, Marito lo chiamerebbe un dungeon, non so se il termine si applica pure alle ambientazioni con i non morti... E colonna sonora heavy metal. Non so se rendo. Fa tutto molto Tony Stark vs Zombie. Ci piace.



Poi c'è Feudalesimo e Libertà con i trampolieri che portano gli annunci dello Imperatore, la ghiandaia di Hunger Games in fiamme, la Bat Mobile, Big Hero che vi saluta dal prato davanti le mura, il villaggio medievale per Dragon age Inquisition etc. etc. etc.




A livello letterario, che poi è questo l'argomento del blog, devo ancora andare all'avanscoperta. La fila per Zerocalcare però credo che entrerà nella storia della manifestazione. Di solito alla fine di queste code o c'è lui o c'è Ortolani. Quest'anno è toccato a Zero. Domani entrerò nell'area Games e vi saprò dire cosa ho scovato. Ma la mattina si comincia con l'educational con Joe Abercrombie. Che figo. Vive pure nella seconda città dove vorrei vivere, oltre Lucca, Bath Spa. Più figo.

Vabbeh, vado a dormire col mio nuovo Sdentato. Che Marito è lungi dal tornare a casa (ah, i Comics).


Notte!!
Rose

venerdì 1 agosto 2014

Ogni nuovo inizio parte da una fine...


Credo che pochi posti siano importanti per un lettore quanto la libreria preferita. Essa diventa non solo il negozio dove comprare libri, ma un luogo di scambio di emozioni e di opinioni, dove si incontrano altri clienti abituali (si spera) e si stringono nuove conoscenze. Se la sintonia con i proprietari è buona, si passa di lì anche per prendere un caffè insieme e diviene difficile non fermarsi anche solo per un saluto tutte le volte che si passa da quella strada. A tutto questo sommate che vivo a cinque minuti a piedi dal negozio e due proprietari su tre sono miei cugini, mentre con l'altro siamo diventati buoni amici. Sommateci che Marito è un collezionista di libri, sempre alla ricerca della edizione rara, perfetta e che solo un maniaco della cura al cliente come mio cugino Luca poteva soddisfarlo... Era un idillio.

Ieri, per motivi di cui non parlerò nell'articolo perché molto personali, la libreria in questione ha chiuso, dopo nove anni di attività. Andrò in centro e non ci sarà più il mio luogo di ritrovo preferito, dove sprofondare nelle comodissime poltrone di pelle per "consultare libri" (sì, certo, poi in realtà diventava salotto ciarliero!). Mi direte, ne troverai un'altra, di librerie ce ne sono tante (ma nella mia città non è così vero, in quanto non abbiamo mai brillato per cultura), ti abituerai, certo certo. Il tempo passa e porta via tutto.

Quello che vorrei non portasse via, sono le bellissime emozioni che quel posto mi ha donato. Quindi, per non mettermi a piangere, vorrei parlare di queste e non di quanto mi mancherà, né delle polemiche che vengono fuori quando chiude una libreria. 

Vorrei ringraziare Luca, Fabio e Gabriele per gli anni di impegno e cura, per aver sempre dato una risposta educata e informata ai clienti e, devo dire che passando dal negozio anche solo per cianare un po', di richieste strane ne ho sentite. Vi vorrei ringraziare perché i libri li avete sempre letti e non solo venduti. Per avermi risposto anche mentre ero a Londra, davanti a un'edizione speciale di Beatrix Potter, per consigliarmi se prenderla o meno. Per aver avuto la possibilità di ordinare i libri via Facebook, Whatsapp o sms. Per aver condiviso gli scleri da Trono di Spade. Per avermi procurato la sceneggiatura di Downton Abbey. Per aver sempre selezionato e messo via la copia migliore e intonsa per mio marito. Per avermi fatto conoscere la lettura digitale e aver sempre trovato il tempo di assistere i clienti con i Kobo, anche se non vi sarebbe convenuto più di tanto. Per essere stati sempre col sorriso sulle labbra, anche ieri sera, anche con l'ultima cliente, per il vostro tocco umano. Per l'alcool fatto girare dai vostri amici fuori dal negozio, che erano tutti lì, a riprova di che persone splendide siete. Per le vostre lacrime una volta girata la serratura e spenta la luce.

Vi auguro una buona vita ragazzi, tanti anni di sacrifici non possono che portare a una nuova, migliore avventura.


La vostra "giugina" e amica, 
Rossella

venerdì 25 luglio 2014

Una vita in libri#1 I libri della formazione

Ciao a tutti,
Questa idea è nata da un'iniziativa de La lettrice rampante su Facebook, la quale, in seguito a una richiesta arrivatale, invitava a postare i propri tre libri considerati imperdibili così da creare una lista per un lettore "implume". Beh, ho risposto all'iniziativa con i miei titoli e poi mi sono messa a pensare a una lista più ampia che avrei consigliato io. Ho iniziato anche a buttare giù i motivi per cui consiglierei tali titoli e... Qui è cascato l'asino! La lista è diventata lunga e tematica: farei leggere questo libro a questo tipo di lettore per determinati motivi, un altro volume per un altro pubblico e per altre ragioni e così via! Inoltre mi sono resa conto che tanto di ciò che sono e credo deriva da delle letture, in parte imposte dalla scuola (se di imposizione si può parlare in caso di lettori voraci) o che mi sono arrivate in modo casuale durante la vita...

Quindi, in un momento di noia da recensioni, posterò un po' di queste liste, che cercherò di mantenere corte, in media tre libri ciascuna. Non voglio assolutamente copiare l'altro blog, che ha avuto il compito di creare una lista per avvicinare un giovane lettore al magico mondo della lettura, ma l'ho trovato un modo divertente e stimolante per fare ordine nelle letture fatte, per capire chi mi ha dato cosa e tirare un po' le somme.

Oggi vorrei iniziare con la lista che prima mi è venuta in mente, cioè quella per formare delle persone giovani, ancora piuttosto "vergini" del mondo, più che della letteratura. Quindi quelli che secondo me sono essenziali per capire "come funziona" e non cadere nelle trappolone da retorica. Non è facile indicare una fascia di età, perché i giovani oggi sono molto più coscienti della mia generazione, ho trovato diciassettenni fortemente politicizzati e impegnati socialmente e studenti universitari che pensavano solo a postare selfie tutti i minuti, quindi non saprei dire... Ci provo? Dai 15 ai 20 anni? Diciamo che questa è l'età ipotetica a cui farei leggere questi libri ai miei figli un giorno. 


Il Gattopardo- Tomasi di Lampedusa


per: scoprire la realtà dietro le propagande di ieri e di oggi, e in particolare per capire quel delicato passaggio che fu l'Unificazione, forse mal gestito, che ha generato il Paese in cui viviamo adesso (nonché innamorarsi perdutamente di Tancredi!).


Io non ho paura- Ammanniti


per: scoprire l'Italia in un periodo storico buio che i ragazzi non hanno vissuto, quello dei sequestri di persona e far conoscere alcune zone remote del nostro Paese.


La fattoria degli animali- Orwell


per: aprirsi gli occhi sulla politica.

Diciamo che per adesso mi sono focalizzata sul rapporto individuo-mondo, che si esprime principalmente attraverso la politica, ma non si esaurisce lì. Prossimamente pubblicherò anche quei libri che per me sono fondamentali per guardarsi dentro e fare un po' di introspezione. Prevedo che ci saranno anche alcune "invasioni di campo", in quanto raramente un libro si esaurisce in un solo compito. Sono indecisa se fare una lista dedicata all'educazione sentimentale delle donne, perché in genere odio le divisioni di genere, ma in questo caso credo che un lettore uomo me li tirerebbe dietro... Ma chissà. Forse la chiamerò "uno sguardo al femminile", per invogliare gli uomini a guardarci dentro un po' più approfonditamente...

Buona lettura!
Rose

sabato 8 marzo 2014

PerSy in una nuova lettura... Ovvero io e i miei pregiudizi antiamericani...



Salve a tutti,
un altro post di aggiornamento. Le recensioni ultimamente mi vanno strette, non riesco proprio a mettermi davanti al pc a "ingabbiare" le mie ultime letture in schede, per cui vi tocca leggere un po' di ciance libresche in queste settimane... 
Vi avevo già informato su Facebook del bel libro storico che stavo leggendo, "La sposa normanna", che ahimè ho lasciato a casa materna tre giorni fa e che non ho ancora finito. Il pranzo domenicale me lo renderà e potrò così terminarlo. 

Molto ben scritto, lo trovo una piacevole lettura di svago, in quanto si concentra più sul lato personale ed emotivo di Costanza d'Altavilla che sugli intrighi. Molto rosa, ma assolutamente di un buon livello, con un bell'italiano, un uso della storia corretto a mio avviso, per farci vivere la condizione di una nobildonna dell'epoca senza annoiare. Se fossi un'insegnante, lo darei come lettura da scuola superiore, perché appassiona molto.


La pausa di lettura mi ha permesso di riprendere in mano il Kobo per poter leggere finalmente Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo- Il ladro di fulmini. Ebbene sì, l'avevo snobbato per anni, non avevo visto il film perché ero troppo fan di Harry Potter per poter concepire un altro "predestinato" all'epoca. Il fatto che prendesse come cornice la mitologia greca, che amo, e l'ambientasse in America, con un protagonista americano, di penna americana... Suvvia, potete capire perché fossi preda dei pregiudizi!!! Mica tutti sono Neil Gaiman... Invece mi hanno passato questi libri e adesso sono incollata alle pagine del primo, "Il ladro di fulmini". Mi ha preso tantissimo, rispetta veramente lo stile degli dei greci e le loro personalità (ho da ridire su Afrodite, ma per ora se ne è parlato poco) e il fatto che Percy sia uno sfigato di primissimo livello mi ha fatto impazzire. Vederlo vessato dalla progenie di Ares, con la testa nella tazza del water mi ha conquistato! E non perché sia odioso, anzi, ma il tutto lo rende più umano. Insomma, il linguaggio è un po' "uassameriganboi", ma questo ragazzetto non mi pare per ora il classico eroe statunitense alla Capitan America. Infatti sono indecisa se vedere il film, perché dal trailer mi sembra lo abbiano fatto un po' troppo figo...


Voi che ne dite? Lo avete letto o avete visto il film? Fatemi sapere le vostre opinioni anche su Facebook!

See ya!

venerdì 28 febbraio 2014

Aggiornamento

Salve a tutti,
come avrete letto sul Facebook, ultimamente ho rallentato l'attività di lettura. Mi è preso un "blocco del lettore" e dopo le bellissime esperienze di lettura che ho riportato il mese scorso... beh il cervello mi si è otturato. A mia discolpa posso dire di aver passato un momento un po' difficile, ma di esserne venuta fuori, soltanto che... Cervello la sera voleva solo episodi di "The big bang theory"... e vagli a dire di fare altro!

Al momento sono in lettura forzata, in quanto per lavoro devo leggere delle biografie. Di queste, consiglio agli amanti dei libri storici "Il Tormento e l'Estasi" di Irving Stone. 


Una bella biografia di Michelangelo, che la vita se l'era incasinata alquanto, scritta con un bello stile fiorito e appropriato senza risultare noioso a morte. Ovviamente mi sono già innamorata del Magnifico... ma era prevedibile!

A presto con altre recensioni!!

lunedì 9 dicembre 2013

Consigli per gli acquisti

"Scusi, sto facendo un regalo divertente a mia nipote, mi servirebbe un libro comico..."

"Sto cercando l'ultimo della Parodi"

"Sto cercando un libro che dica questo e questo..."

"L'ultimo di Fabio Volo, ma non è per me, me l'hanno chiesto. Com'è?"

Etc etc. 

Quando passo dai cugini librai in questo periodo, mi prende sempre un gran prurito. Alle mani, alla lingua... Cerco di star zitta, che mica è il mio lavoro vendere libri, ma mi verrebbe una gran voglia di dire la mia. Che poi io fallirei in due minuti netti, questo è altro conto. Ammiro tanto la pazienza dei cugini, ma soprattutto la voglia di leggersi delle boiate immani per poter dire la loro opinione anche sull'ultimo peto cartaceo del momento. 

Quindi, dato che qui non devo vendere nulla, traendo spunto dalle letture fatte in quest'anno, vi presento la mia personalissima lista dei libri per i regali di Natale (rullo di tamburi...).

- L'amorosa figura  (Roberto Piumini, narrativa Skira, euro 12,00, pagine 74). Piccolo, gradevole, scritto grande, con una bella grafica. Per: storici dell'arte, amiche romantiche anche con poca passione per la lettura, amici/e poeti, abitanti di Prato e Firenze;

- L'imprevedibile viaggio di Harold Fry (Rachel Joyce, Sperling & Kupfer, 310 pagine, euro 17,90 ). Per persone che hanno perso la speranza, amanti del trekking, amanti dell'Inghilterra, amanti delle piccole cose e dei libri introspettivi;

- Il mio nome è Nessuno (Il giuramento e Il ritorno) di Valerio Massimo Manfredi (Mondadori, copertina rigida o morbida, diversi prezzi, il secondo volume è pure a sconto nelle librerie Mondadori). Per gli amanti dei kolossal, per chi vuole avere sempre IL libro dell'anno, per amanti della mitologia e cultura greca, a chi ancora sbava sul culo di Brad Pitt in Troy;

- Anna Karenina (Lev Tolstoj, varie edizioni). Alle adolescenti che amano leggere e ancora non sanno cosa sono i grandi libri classici, a chi ama i classici e questo gli manca, a chi ama le grandi storie ottocentesche;

- Scritte (Fabio Ricci, 0111 edizioni, euro 13,20, pagine 156) Adolescenti in cerca di emozioni forti, a chi ama horror e splatter, per dimostrare a chi legge spazzatura che si può scrivere bene e far venire gli incubi allo stesso tempo;

- La piena (Mikael Niemi, Iperborea, euro 16,50, pagine 334) A chi legge soprattutto d'azione, a chi guarda i film catastrofici, ma anche per chi ama i romanzi collettivi e legge volentieri "le vite degli altri";

- Argento Vivo (Marco Malvaldi, Sellerio, euro 14, pagine 288) E che ve lo dico a fare? Ve ne avranno già parlato tutti, compresi i librai. In più ci metto: regalatelo a chi vuole sorridere un po';

- Una solitudine troppo rumorosa (Bohumil Hrabal, Einaudi, euro 9,50, pagine 117) Questo è l'unico libro che non ho recensito sul blog. Principalmente perchè credo di averne capito il 30%, ma se avete nella lista: filosofi, persone molto "strutte" (o istruite per i non toscani), poeti, amanti dei giochi di parole e della lingua in generale, è il regalo che fa per loro!

Questi i libri che hanno resistito al vaglio "regalo di natale", ma se leggete le mie recensioni ne troverete altri sicuramente adatti ad amiche/madri/suoceri/fratelli etc etc

Fatemi sapere la vostra opinione e se questa lista vi ha aiutato negli acquisti!

Vi lascio con una canzone che normalmente odio (in questi giorni mi "perseguita" in ogni negozio) ma che ho trovato in una versione che amo di più!! Buon inizio feste di Natale!!!




mercoledì 23 ottobre 2013

Il pendolo del lettore

Salve a tutti,
oggi vorrei parlare di uno stile di vita che mi è ormai ahimè familiare da 13 anni, ovvero quello del pendolare. Una vita costellata di ritardi, scioperi, cancellazioni, incendi, alluvioni, incidenti, suicidi sui binari e chi più ne ha, più ne metta. Ogni mattina ci svegliamo con l'ansiolitico pensiero "Sarà puntuale oggi?" (sto parlando dei tempi ante quem ProntoTreno, quegli anni oscuri che erano il primo decennio del Duemila), terrorizzati di fare tardi all'esame, al colloquio di lavoro (che poi a volte ti scartano proprio per il tuo essere un umano in movimento), all'incontro con i clienti e così via. Non voglio pensare alle rughe che accumulo ogni giorno, ai biglietti del bus sempre nel portafoglio (perché alla peggio ti infili nel traffico dell'ora di punta, sapendo che ci metterai solo un'ora e mezzo per fare 20 km), al treno delle 8,03 che sembra sempre più un carro bestiame a inizio anno accademico, a quello delle 18,38 che carro bestiame lo è sempre, tutto l'anno... Insomma, questo articoletto non riguarderà tanto le gioie di questa vita dinamica e sportiva, ma il lato che più o meno ci accompagna un po' tutti, noi martiri del rito quotidiano del treno, ovvero la lettura.

Non iniziai subito a essere un pendolare. Mi ci volle un po'. Perché non basta prendere il treno tutti i giorni per andare all'Università per essere definito tale. Il pendolarismo è uno stile di vita, una fede. Il Vero Pendolare sa tutto di tutte le fermate del treno, sa dove scendere e cambiare in caso di ultra ritardo di quello solito, sa a che binario trovare la coincidenza, conosce il Memorario a memoria, appunto, sa dirti quale treno ci sorpasserà a Sesto Fiorentino e perché ci si ferma sempre tra Rifredi e Santa Maria Novella, senza motivo apparente (perché deve passare l'Italo o il Freccia di turno), insomma, ci vuole esperienza per essere definito un Vero Pendolare. Molto spesso ci vogliono anni, in cui il carattere si forma sulle inadempienze del personale Trenitalia, sulla mancanza di orari appesi alla tua micragnosa stazione che non ha neanche una vera biglietteria, ma macchinette che o sono senza resto o si bloccano a metà percorso o sono oggetto della concupiscenza dei vari tossici che girano lì intorno.
All'inizio, parlavo. In treno parlavo. E quello è il primo tratto distintivo del Novello Pendolare, quello che si dà appuntamento con gli amici e addirittura cerca quattro posti vicini. Credetemi, quello non è essere professionisti del settore, non per egoismo, ma perché è una questione di sopravvivenza. Non so quante ore, anni della nostra vita sono spesi in quelle carrozze, per cui a un certo punto l'istinto si sviluppa, volente o nolente. Si impara a isolarci dal mondo, a non sentire la telefonata del tipo accanto (che in genere parla di: malattie, situazione economica personale, situazione sentimentale propria/ dell'amico vicino al tuo orecchio), a rendere quel posto, se c'è, un po' nostro, un po' casa nostra. E qui arriva il libro.

Il libro è l'alleato più potente del Vero Pendolare. Avete presente quando rientrate dal lavoro, con i piedi gonfi e quelle quattro paroline che vi sono rimaste in gola mentre parlavate con il cliente o il vostro capo, quando avete magari preso pure l'acqua e sapete che il gatto affamato avrà fatto pipì sul divano mentre eravate via, per protesta? Ecco, quel momento. In quel momento arriva il Viaggiatore Casuale che vuole fare quattro chiacchiere. A quel punto c'è solo una cosa da fare: tirare fuori un libro dalla borsa. Segnale inequivocabile per porre una barriera tra noi e mal di testa in agguato dal sedile di fronte. 
Un buon libro può appassionarci talmente tanto da farci dimenticare dove siamo, ovvero in un luogo dove la concentrazione umana per metro quadro rivaleggia con quello delle carceri italiane, trasportandoci a Beirut, Londra, New York, Praga, dovunque si svolga la trama. Una finestra che si apre nelle nostre menti, offrendo uno sfogo al nostro povero spirito, martoriato da tante disavventure. Può risollevarlo, facendoci rilassare prima di accendere i fornelli della cena, prima di incontrare la persona che amiamo e che rischieremmo di trattare al pari di residuo organico lasciato sul marciapiede da un cane. Il libro è di sicuro il migliore amico di un Pendolare. 

Il tipo di libro è indifferente, quello va in base ai gusti. Personalmente ho letto di tutto. Le caratteristiche fisiche però sono importanti: non troppo grande da non entrare in borsa, non troppo pesante, non troppo costoso, perché tanto si rovinerà comunque. Nella mia borsa ho sempre messo un sacchetto di plastica per avvolgerlo e proteggerlo dalla pioggia (esperienza madre di ogni conoscenza). Poi arrivò Lui. L'e-reader. La rivoluzione. Ora posso leggere malloppi, libri rari senza problemi, che tanto Lui pesa sempre uguale. Senza parlare della vanità concessa alle copertine che possono essere acquistate... 
Ultimamente sto leggendo le edizioni Sellerio e devo dire anche nel formato cartaceo sono l'uovo di Colombo. Piccolo formato, prezzo contenuto e peso accettabile. E anche la scelta degli autori non è male per passare una mezzora in piacevole compagnia. Al momento sto leggendo Malvaldi, spassoso conterraneo e devo limitare le mie reazioni a sghignazzamenti silenziosi per non infastidire gli altri passeggeri. O incuriosirli tanto da far partire una conversazione, interrompendo la lettura. Che è anche peggio...



(Disclaimer: non sono così asociale come sembro, sono buona... ma non interrompetemi mai mentre leggo in treno... è un consiglio!)



venerdì 6 settembre 2013

Supermercati Pam e libri scolastici

Salve lettori e lettrici, 
oggi vi voglio parlare di un'iniziativa che ho notato nei supermercati Pam e che trovo interessante. In questo periodo dell'anno molte famiglie sono alle prese con la spesa immensa dei libri scolastici, che non sono mai economici... Senza addentrarsi in polemiche, che io condivido in quanto i libri di scuola per me dovrebbero essere se non gratuiti almeno a prezzi accessibili, ho voluto provare ad ordinarli al supermercato. Perché? Perché durante la solita attesa alle casse, ho letto il cartello di questa iniziativa: ordinando i libri alla Pam, il 20% del loro costo viene trasformato in buoni spesa. Beh, mica male, tanto la cena la devo procacciare comunque, mi sono detta, ma arriveranno in tempo? Si troveranno i titoli? Insomma, ero incuriosita e allora ho sperimentato questo servizio!

Prima di tutto occorre registrarsi con il proprio numero di tessera fedeltà sul sito del supermercato, selezionare il punto vendita presso cui ritirare i libri e poi inserire i testi che si vogliono ricevere. Questa è la parte più difficile, perché i libri si trovano meglio col codice ISBN, che io non avevo. La ricerca per autori è stata fallimentare, quindi ho perso un po' di tempo a navigare su vari siti per trovare quello relativo al testo di cui avevo bisogno. Se nella lista della scuola ve lo forniscono, meglio, altrimenti abbiate pazienza e cercate i libri su Amazon. Il codice ha 13 cifre, non si può fare il copia-incolla, quindi altra pazienza per inserirli (se siete discalculici come me è una fatica enorme) ma alla fine ce l'ho fatta!
A quel punto confermate l'ordine e aspettate. Nella sezione "stato ordine" troverete una legenda con i vari stadi, quindi potete vedere passo passo dove sono i vostri libri. Io ho ordinato i miei il 28 agosto e sono arrivati in negozio ieri, il 5 settembre. Una settimana lavorativa circa. Non male. L'acquisto di libri è valido anche per ricevere i bollini della raccolta punti e genera immediatamente il buono spesa. Ne ho approfittato per fare subito la spesa, che il frigo piangeva disperato.

Insomma, buon servizio e offerta intelligente! Mi è piaciuto e lo consiglio!

Rose

sabato 13 luglio 2013

La piazza dei libri a Firenze

C'era una volta Piazza della Repubblica a Firenze, bellissimo scenario con una delle librerie migliori della città. Le persone amavano passare dal negozio, fornito anche di un bar, anche solo per spendere un paio di minuti fra i libri o per rilassarsi in pausa pranzo. Personalmente io adoravo quel luogo, rifugio quando arrivavo troppo in anticipo a lavoro e ancor prima luogo di chiacchiere infinite durante l'Università. Poi la libreria ha chiuso e adesso non ho uno straccio di posto dove andare a rilassarmi e leggere (e poi magari comprare) mentre sono a Firenze. Niente da dire, l'atmosfera delle altre librerie in città è troppo asettica e per niente cozy e i bar del centro storico fanno pagare la sosta al tavolino assai cara.

Quindi, passando di lì l'altro giorno, ho visto questa iniziativa, che, sebbene di lodevole scopo, a mio avviso ha l'aspetto di uno stand da sagra di paese, quelle dove trovi i gioiellini fatti a mano accanto al lampredottaro e alla cartolibreria del paese, tutto insieme... Ma almeno l'idea di partenza è carina. 

La piazza dei libri se non altro non è un negozio di vestiti di marche low cost... QUI  un accenno di calendario.

baci & books!
Rose

venerdì 8 marzo 2013

Post dell'8 marzo- Anita Diamant "La tenda rossa"

Ciao a tutti, lettori vicini e lontani!

Oggi è la festa della donna e volevo festeggiarla con un post. Non è facile per me dire che amo questa festa, perché i ristoranti e i locali si riempiono di donne che forse travisano il senso di questo giorno, trasformandosi  in una antitesi totale di quello che l'8 marzo dovrebbe significare. Io vorrei invece sottolineare come la figura femminile sia stata per secoli emarginata dalla società o relegata in ruoli secondari e per questo sia giusto, doveroso, dedicare una giornata l'anno alla riflessione (non allo smutandamento di uomini "prezzolati") e all'orgoglio di essere femmine, nonostante tutto. Ma non voglio andare nel polemico, bensì lasciarvi con una citazione da uno dei miei libri preferiti, fondamentali: di Anita Diamant "La tenda rossa" (edizione italiana Tropea). La storia si ispira alla Bibbia, a quella Dinah, unica figlia di Giacobbe, a malapena citata nel testo se non per dire che fu violentata e rapita da un nobile egiziano. Con uno stile prettamente femminile, improntato a scoprire le psicologie dei personaggi, ma al tempo stesso preciso e a volte direi anche crudo nelle sue descrizioni della vita del tempo, l'autrice fa rivivere questa donna poco conosciuta della Bibbia, creandole una storia, dandole voce, "inventandola". E la cosa che più mi colpisce di questo libro è che narra il rapporto madre-figlia (ma anche nipote-zia, fratello-sorella...) come pochi altri libri che ho letto hanno saputo fare. Una lettura consigliata a tutte le donne, per prendere consapevolezza, ma anche da tenere in mente quando culleranno la loro bambina...

"[...] Se mi avessero invitato a parlarne, avrei cominciato con la storia della generazione che mi ha allevato, che è l'unico prologo possibile. Se volete comprendere una donna, dovete prima chiedere di sua madre e poi ascoltare con attenzione. I racconti sul cibo rivelano una connessione profonda. I silenzi malinconici alludono a una storia non ancora conclusa. Più una figlia conosce i dettagli della vita di sua madre- senza inorridire né frignare- più sarà forte.
Certo per me è tutto più complicato perché ho avuto quattro madri, ciascuna delle quali rimproverava, insegnava e coltivava qualcosa di diverso in me, mi offriva doni diversi, mi imponeva timori diversi. Leah mi ha dato la vita e la sua splendida arroganza, Rachele mi ha insegnato a disporre i mattoni della levatrice e ad acconciarmi i capelli, Zilpah mi ha fatto riflettere, Bilhah mi ha ascoltato. Non ce n'erano due che insaporissero la carne allo stesso modo. Non ce n'erano due che parlassero a mio padre con lo stesso tono di voce... né del resto lo faceva lui. E dovreste sapere che le  mie madri, per giunta, erano tutte sorelle, figlie che Labano aveva avuto da mogli diverse, anche se mio nonno non aveva mai riconosciuto Zilpah e Bilhah: gli sarebbe costato altre due doti, e lui era un porco taccagno.
Come tutte le sorelle che vivono insieme e condividono un marito, mia madre e le zie intesserono una tenace ragnatela di lealtà e rancori. Si scambiavano segreti come fossero braccialetti, e li lasciarono a me, l'unica femmina sopravvissuta. M'insegnavano verità che ero troppo giovane per ascoltare. mi prendevano il viso tra le mani, facendomi giurare che avrei ricordato. [...]

E ora vi accostate a me, voi donne che avete le mani e i piedi morbidi come quelli di una regina, con tanti recipienti per cucinare in più del necessario, tanto sicure di voi sul lettino del parto e tanto libere nel parlare. Venite spinte dal desiderio di ascoltare la storia che è andata perduta. Avete fame di parole capaci di riempire il grande silenzio che ha inghiottito me, e le mie madri, e prima ancora le mie nonne. 
Vorrei avere qualcosa di più da raccontare sulle mie nonne. Mi spaventa l'idea di quante cose siano state dimenticate, ed è per questo, credo che ricordare sembra un atto sacro.
Vi sono tanto grata per essere venute. Riverserò su di voi tutto quello che ho dentro, in modo che possiate allontanarvi da questa tavola sazie e fortificate. Che siano benedetti i vostri occhi. Che siano benedetti i vostri figli. Che sia benedetto il suolo sul quale camminate. Il mio cuore è un mestolo d'acqua di fonte pieno fino a traboccare.
Selah."