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mercoledì 21 ottobre 2015

Vado in maternità: alcuni aggiornamenti



Eccoci giunti alla fatidica ultima settimana di gravidanza. Come avete letto, gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un rallentamento delle letture, credo dovuto agli ormoni che tutto mi facevano fare tranne leggere. Per un po' mi sono trasformata in una donna che si alzava presto la mattina, faceva le lavatrici, sistemava i lenzuolini nei cassetti e le tutine nel fasciatoio... Chi l'avrebbe mai detto! Adesso che all is quiet, come cantava Björk, in attesa della tempesta perfetta che sarà un pargolo, anzi una pargola, ho ripreso un attimo a leggere, ma senza molto metodo.

Come già scritto su Facebook, ho preso la raccolta di racconti mammut di Sherlock Holmes che ho iniziato nelle notti di insonnia. Su questa non farò una recensione, perché intendo  "assumerla al bisogno", ovvero spelluzzicarla quando necessito di un buon vecchio racconto che mi trasporti nel Diciannovesimo secolo e mi culli un po'...

Scriverò invece del terzo capitolo di Loredana Limone e il suo Borgo Propizio, che mi è giunto grazie alla bontà sua e del fan club. L'ho già iniziato e, parto a parte, non credo ci vorrà molto a finirlo. A dire il vero, spero di riuscire anche a scrivere una recensione prima del grande momento, perché poi non so dove troverò il tempo di aggiornare il blog. Lo spero, ma non lo prometto.

Abbiate pazienza dunque, che anche qui si andrà un po' in maternità.

Buone letture e buon riposo nel frattempo!


(foto di Anne Geddes)

giovedì 28 agosto 2014

La figlia del capitano- Aleksandr Puškin




Titolo: La figlia del capitano
Autore: Aleksandr Puškin
Editore: Einaudi

Trama: un padre severo, un figlio ribelle spedito a prestare il servizio militare all'avamposto di Belogorsk, un bandito, una giovane donna contesa. Sullo sfondo di una Russia attraversata dalla rivolta cosacca di Pugačëv, tra duelli, scontri e prigionie, Aleksandr Puškin narra il contrastato amore tra due giovani, il nobile Grinëv e la dolce Maša, che per coronare il loro sogno dovranno superare innumerevoli traversie (sinossi presa dalla copertina del libro).


La mia esperienza:
 l'ho trovato molto carino. Breve, si legge in uno o due giorni, tanto da farlo cadere in quella linea sottile che divide il racconto lungo dal romanzo. L'autore usa la finzione del manoscritto ritrovato per parlare di Pugačëv ai tempi della censura dello Zar sul grande ribelle. Mi è piaciuto più di tutti proprio il personaggio del brigante, multi sfaccettato e accattivante, rude e brutale nel trattare i prigionieri, fatalista quanto basta per essere un buon russo e  anche nobile nel ricordare i propri debiti. La storia d'amore fra il protagonista e Mar'ja Ivanovna dona una dimensione in più alla trama, sebbene forse sia un po' stereotipata e prevedibile, trama che altrimenti sarebbe stata soltanto narrazione storica. Sono i personaggi che mi sono piaciuti tanto, molto caratterizzati e vivi, sicuramente catturano l'attenzione e su alcuni ne avrei voluto sapere di più, come sul dissoluto Švabrin, personaggio secondario ma intrigante. Il tutto scorre bene, non si sente il peso del tempo e per questo lo consiglierei a chi si vuole accostare alla letteratura russa, prima di affrontare i grandi tomi che possono spaventare un po'. 

In due parole: cavalleresco e avventuroso

lunedì 25 agosto 2014

Nord e Sud- Elizabeth Gaskell




Titolo Nord e Sud
Autrice Elizabeth Gaskell 
Editore Jo March


Trama: la vita di Margaret Hale scorre tranquilla nel Sud dell'Inghilterra, fra la società mondana di Londra e la pace della parrocchia del padre, un paesino in aperta campagna. La bufera arriverà con i dubbi di fede del genitore, che lo porteranno a dare le dimissioni e a spostare la famiglia a Nord, in una cittadina industriale, Milton, dove spera di fare il precettore. Margaret dovrà affrontare una nuova mentalità, nuovi ritmi di vita e parole mai sentite prima, conoscerà le prove della vita e dovrà modificare il suo pensiero, alla luce di cosa vedrà e chi frequenterà nella sua nuova città. Dentro di sé dovrà trovare la forza e il coraggio di ammettere i suoi errori e consolidare vecchi valori, per rinascere come una nuova persona.


La mia esperienza: ho seri problemi a condensare l'esperienza di lettura provata con questo libro. Una serie di aggettivi mi affollano la mente: meraviglioso, essenziale, emozionante, coinvolgente, ma non sarebbero abbastanza per raccontare il miscuglio di emozioni che questo romanzo mi ha dato. L'ho sentito fin dentro il midollo e da ora lo considero un caposaldo del mio bagaglio culturale e secondo me dovrebbe essere più conosciuto al grande pubblico.

Possiamo definirlo un romanzo di formazione, perché la protagonista, attraverso gravi vicissitudini matura e cambia la sua visione ristretta del mondo. È sicuramente una storia tragica, come gran parte dei prodotti letterari del suo periodo. È un affresco stupendo della Rivoluzione Industriale, della contrapposizione tra l'alta borghesia e il mondo degli industriali, e tra la realtà dei padroni delle fabbriche e quella degli operai, un duplice scontro sociale che viene descritto attraverso le storie personali dei personaggi. È difficile qui separare la voglia di analizzare gli aspetti sociologici dal fare una recensione come mio solito, in cui descrivo più quello che un libro mi ha dato da un punto di vista emotivo. Perché alla fine mi sono sentita molto arricchita, come se avessi viaggiato indietro nel tempo e avessi visto un pezzetto di quel periodo storico, ampliando la mia visione della storia e del commercio. Comunque non è solo questo: è il ritratto sentimentale di una giovane donna, alle prese con i dolori della vita, l'amore, le incomprensioni sentimentali, l'orgoglio e il pregiudizio, la vanità e l'umiltà. Oh, questo libro è sicuramente tante cose!

Mi ha lasciato stravolta perché ho rivisto un po' la storia della mia città, una volta centro manifatturiero tessile come Milton e più volte ho avuto le lacrime agli occhi. Per le similitudini, per quello che una tempo era ed ora non più, per come pensavamo in passato. Ho amato Milton per tutto questo, intensamente ed inaspettatamente anche, dato che sono estimatrice da sempre della campagna inglese e sogno un cottage nei Cotswolds (come Agatha Raisin!). Ma l'amore arriva così, quando e come meno te l'aspetti! E mi sono ritrovata ad emozionarmi per la vivacità di quelle strade, per gli scioperi e il mondo di padroni (come ancora diciamo qui) e operai, per la voglia di fare, per l'ingegno che mai riposa e che un tempo animava anche i miei concittadini. Non è soltanto questa analogia che mi ha stregato, anche quella visione di un mondo sull'orlo del cambiamento e della scelta che ciclicamente ci viene posta: cambiare o scomparire. Per la Gaskell la soluzione è l'incontro di visioni e valori, due mentalità che si devono fondere e crearne una nuova, simbolicamente rappresentata dalla nuova Margaret e dal nuovo Thornton.

Io lo consiglio e stra consiglio, lo porterei in tutte le scuole delle città in cui si trovano situazioni di crisi economica profonda, perché credo fermamente che possa portare un po' più di consapevolezza e magari anche speranza. Ritengo la figura di Thornton estremamente positiva e un possibile modello di ispirazione ancora oggi, con quei suoi vecchi, solidi valori ma anche l'ingegno e la voglia di emergere, la "fame" di soldi, che però non lo porta a scordarsi le sue origini, la speranza quando tutto è perduto, la nobiltà d'animo con cui affronta i problemi. Se i libri possono curare l'anima, questo può essere un gran dottore, in questo periodo storico.

(Unica nota dolente di cui avevo parlato anche su Facebook: personalmente, non approvo la linea adottata per la traduzione, troppo familiarizzante. Questa scelta, dichiarata nell'introduzione, di "ammodernare" la punteggiatura e la sintassi, secondo me, toglie un bel po' del fascino della letteratura di periodo. Per gli amanti, potrebbe essere una delusione, per un pubblico più ampio forse va bene, penso ai ragazzi nelle scuole. Comunque, non concordo, nel mio essere nessuno. Buone le note a piè di pagina, a volte essenziali per i mille rimandi che la Gaskell fa alla cultura anglicana e al Vecchio Testamento. La carta è sempre quella ottima della Jo March.)

In due parole: storico e attuale (ma quante ancora me ne verrebbero in mente!)

venerdì 25 luglio 2014

Una vita in libri#1 I libri della formazione

Ciao a tutti,
Questa idea è nata da un'iniziativa de La lettrice rampante su Facebook, la quale, in seguito a una richiesta arrivatale, invitava a postare i propri tre libri considerati imperdibili così da creare una lista per un lettore "implume". Beh, ho risposto all'iniziativa con i miei titoli e poi mi sono messa a pensare a una lista più ampia che avrei consigliato io. Ho iniziato anche a buttare giù i motivi per cui consiglierei tali titoli e... Qui è cascato l'asino! La lista è diventata lunga e tematica: farei leggere questo libro a questo tipo di lettore per determinati motivi, un altro volume per un altro pubblico e per altre ragioni e così via! Inoltre mi sono resa conto che tanto di ciò che sono e credo deriva da delle letture, in parte imposte dalla scuola (se di imposizione si può parlare in caso di lettori voraci) o che mi sono arrivate in modo casuale durante la vita...

Quindi, in un momento di noia da recensioni, posterò un po' di queste liste, che cercherò di mantenere corte, in media tre libri ciascuna. Non voglio assolutamente copiare l'altro blog, che ha avuto il compito di creare una lista per avvicinare un giovane lettore al magico mondo della lettura, ma l'ho trovato un modo divertente e stimolante per fare ordine nelle letture fatte, per capire chi mi ha dato cosa e tirare un po' le somme.

Oggi vorrei iniziare con la lista che prima mi è venuta in mente, cioè quella per formare delle persone giovani, ancora piuttosto "vergini" del mondo, più che della letteratura. Quindi quelli che secondo me sono essenziali per capire "come funziona" e non cadere nelle trappolone da retorica. Non è facile indicare una fascia di età, perché i giovani oggi sono molto più coscienti della mia generazione, ho trovato diciassettenni fortemente politicizzati e impegnati socialmente e studenti universitari che pensavano solo a postare selfie tutti i minuti, quindi non saprei dire... Ci provo? Dai 15 ai 20 anni? Diciamo che questa è l'età ipotetica a cui farei leggere questi libri ai miei figli un giorno. 


Il Gattopardo- Tomasi di Lampedusa


per: scoprire la realtà dietro le propagande di ieri e di oggi, e in particolare per capire quel delicato passaggio che fu l'Unificazione, forse mal gestito, che ha generato il Paese in cui viviamo adesso (nonché innamorarsi perdutamente di Tancredi!).


Io non ho paura- Ammanniti


per: scoprire l'Italia in un periodo storico buio che i ragazzi non hanno vissuto, quello dei sequestri di persona e far conoscere alcune zone remote del nostro Paese.


La fattoria degli animali- Orwell


per: aprirsi gli occhi sulla politica.

Diciamo che per adesso mi sono focalizzata sul rapporto individuo-mondo, che si esprime principalmente attraverso la politica, ma non si esaurisce lì. Prossimamente pubblicherò anche quei libri che per me sono fondamentali per guardarsi dentro e fare un po' di introspezione. Prevedo che ci saranno anche alcune "invasioni di campo", in quanto raramente un libro si esaurisce in un solo compito. Sono indecisa se fare una lista dedicata all'educazione sentimentale delle donne, perché in genere odio le divisioni di genere, ma in questo caso credo che un lettore uomo me li tirerebbe dietro... Ma chissà. Forse la chiamerò "uno sguardo al femminile", per invogliare gli uomini a guardarci dentro un po' più approfonditamente...

Buona lettura!
Rose

martedì 20 maggio 2014

Mary Poppins- P. L. Travers



TITOLO Mary Poppins
AUTRICE P.L. Travers
CASA EDITRICE Rizzoli

LA MIA ESPERIENZA: Come per gli altri classici, non farò una propria e vera recensione, ma mi limiterò a riportare la mia esperienza di lettura. Ebbene, avete visto che è passato un bel po' di tempo dall'ultimo post. Nel frattempo non ho smesso di leggere, ma l'idea di mettermi al pc per scrivere la recensione, mi faceva venire sempre voglia di fare qualcos'altro... Periodo così capitano, se poi ci mettete che è iniziato il periodo intenso del lavoro... Insomma, avete il quadro della situazione!
Ma bando alle ciance, o ciancio alle bande, e arriviamo al libro... Se vi state chiedendo perché recensisco questo e non quelli che ho letto nel frattempo, il motivo è che... Non mi è piaciuto! Per niente! E dovevo dirlo al mondo.
Mary Poppins per me è stata una grande delusione. E da amante dell'Inghilterra, sono rimasta sconvolta. Mi apprestavo a gustarmi l'aroma britannico a ogni pagina e invece sono stata delusa. A posteriori ho scoperto che l'autrice è sì britannica ma nata australiana, e forse è per questo, ma boh, non saprei dirlo. Non ho trovato nulla dello spirito e dell'ambientazione del film (che comunque non è mai stato il mio preferito) e a dire il vero non vedevo l'ora di leggere la vera versione della storia, dato che si sa che il buon Walt ha sempre stravolto tutto col suo buonismo tutto a stelle e strisce. Ma neanche qui ho avuto soddisfazione.
Prima di tutto, la governante mi inquieta. E' lunatica, vanitosa e scorbutica. Non che volessi un personaggio zuccherino, ma in certi passaggi l'avrei presa a botte. Il lato fantastico è veramente al limite del non-sense, cosa che invece odio. Amo il fantasy, amo il reale fantastico, ma tutto deve essere coerente in un contesto e, lo ripeto, odio il non-sense. I capitoli sono praticamente racconti e, a parte un paio, li ho trovati noiosi. Quelli che ho preferito sono il compleanno allo zoo e quando Mary rimane sola con i gemelli che parlano con lo stornello. Questi due sono meravigliosi e mi hanno intenerito e fatto sognare, scostandosi dal resto del libro. 
Sono anche stata turbata dal capitolo in cui Mary ruba le stelle di carta dei bambini. Poi le va ad attaccare in cielo, ok, ma la figura della bambinaia che si intrufola di nascosto nella camera per rubarle (vista dai bambini che sono svegli e che ci rimangono malissimo) la trovo inquietante. E' vero che la letteratura per l'infanzia è cambiata tantissimo, che una scena del genere oggi forse la dovremmo giustificare anche troppo con insegnamenti pedagogici, ma io ci sono rimasta male per i piccoli! E anche i personaggi che ruotano intorno a Mary sono ambigui e starebbero bene in un film di Tim Burton, ma senza quel "che" che si ritrova in altri libri. Insomma, sarà l'età, ma avrei preferito sognare ad occhi aperti piuttosto che ritrovarmi a dire "Eh?" ad ogni capitolo...





mercoledì 3 luglio 2013

Il giro del mondo in 80 giorni- Jules Verne

TITOLO: Il giro del mondo in 80 giorni
AUTORE: Jules Verne

LA MIA ESPERIENZA DI LETTURA: Come per Anna Karenina, non farò la solita scheda recensione, anzi credo che per i classici non la farò proprio mai. In rete si trovano mille sinossi dettagliatissime e non è di certo questo quello che voglio fare con questo post. Mi va invece di raccontarvi la mia esperienza di lettrice.

Divertita, intrigata, rapita, queste sono solo alcune delle mie reazioni mentre procedevo nella lettura. Come ho scritto nella pagina Facebook, davvero non capisco come si possa relegare un libro del genere alla letteratura per ragazzi soltanto. Con una tesi di laurea su un testo per l'infanzia, lungi da me classificare questo genere come minore, ma si sa che tante volte così viene percepito, come se i libri per bambini non possano sconfinare nel genere più ampio di "letteratura". Molti genitori comprano libri ai figli (se li comprano) senza neanche aprirli oppure scelgono i libri del Topo Stilton che osa anche riscrivere i romanzi. Mi chiedo se in Piccole Donne del topastro Beth muoia o la mandi in un centro benessere. Brrr!

Jules Verne è stata una bellissima scoperta. Ammetto di non aver mai letto nulla del francese avventuroso prima di questo libro e sono sicura che ben presto recupererò il tempo perduto. Ho trovato Il Giro meravigliosamente affascinante e pieno di descrizioni di alto interesse per un mondo che non c'è più. Devo essere sincera: fin dalle prime pagine mi ha catturato con la descrizione della flemma di Fogg, ma fino all'India mi chiedevo quando cominciassero le avventure e le descrizioni dei vari paesi. Ed è grazie al mitico Passepartout, capace di ficcarsi in ogni genere di guai che possiamo imparare meglio che a scuola come era strutturata la società dell'Ottocento. L'India britannica divisa tra due realtà e culture, la Cina dei trafficanti d'oppio, l'orgoglio dei giapponesi, l'America ancora inesplorata e abitata da "rascals", le pire funebri, i circhi, gli assalti al treno... Ah, che godimento! E ancora, è stato notevolmente interessante vedere come Passepartout, camminando per le città portuali, inizi a descrivere quella che adesso chiameremmo "globalizzazione", ovvero l'appiattimento e l'uniformazione delle realtà locali. Più di una volta infatti nota che gli sembrava di non essere mai uscito dall'Europa, visto che molti dei quartieri vicini al porto erano stati riadattati ai gusti occidentali.
E ancora i mezzi di trasporto: dai battelli a vapore alle barche a vela, i treni e le slitte... anzi, se devo eleggere il mezzo di trasporto che ho preferito, è stata la slitta a vela! Mi ha proprio fatto sognare ad occhi aperti e vorrei tanto un giorno poter provare l'emozione di viaggiare in questo modo. Chissà che non ci riesca!

IN DUE PAROLE: per sognare (anche da adulti)