lunedì 22 dicembre 2014

Libriomancer- Jim C. Hines



Titolo: Libriomancer
Autore: Jim C. Hines
Editore: La ponga

Trama: il credere di tante persone in una stessa cosa, la rende reale. Ecco la base della magia nel mondo dei libromanti, maghi dotati del potere di attingere a questo pozzo di energia per estrarre dai libri più famosi oggetti, incantesimi, animali... Il tutto è regolato dalla società dei Portatori, che si occupano anche di arginare eventuali pericoli derivanti dall'uso improprio della magia. Uno di questi, Isaac, bibliotecario e Portatore già rimosso dal servizio attivo, si trova un giorno a dover fronteggiare un attacco dei "luccicanti", vampiri usciti dai libri di Stephenie Meyer, con i quali doveva essere in corso un trattato di non belligeranza... E' il segno che qualcosa è sfuggito al controllo dei Portatori. Isaac dovrà indagare su chi sta cercando di scatenare una guerra globale tra il mondo magico e quello umano usando il potere dei libri.

La mia esperienza: immaginate di leggere il vostro libro preferito. Quante volte avete udito le voci dei personaggi come se fossero vere? Quante volte avreste voluto infilare la mano tra le pagine e tirare fuori di lì l'Auryn o l'Unico? Oppure poter accarezzare Grattastinchi? Questo romanzo è il sogno di ogni appassionato lettore, perché non solo dice che tutto questo è possibile, ma anche che a farlo siamo proprio noi, i "topi di biblioteca", capaci di passare ore a leggere e ad immaginare altri mondi, possibili Portatori. Questa storia è proprio un grande omaggio a tutti noi, perciò è una figata in maniera indegna! L'idea è originale, il ritmo appassionante e degno di un thriller, le citazioni una lisciata di pelo alla letteratura in generale, ai generi fantasy e fantascienza in particolare, in quanto i preferiti del protagonista. Insomma, piccoli lettori crescono. E sparano, con spade laser...

Detto questo, vi consiglio di provarlo assolutamente, magari in e-book, nonostante la prima edizione possa essere un po' trascurata dal punto di vista della traduzione e dei vari refusi che si trovano a giro per il testo. Dalle altre mie recensioni, emerge chiaramente quanto mi irritino durante la lettura, ma in questo caso devo dire che pubblicare un romanzo Urban Fantasy di tale livello in Italia è già di per sé un'impresa eroica. Spero che la seconda edizione sia più soddisfacente anche sotto questo punto di vista.
Questo il sito su cui trovare cartaceo e digitale: La ponga

In due parole: libri e spade laser

lunedì 15 dicembre 2014

Consigli per gli acquisti 2- Libri sotto l'albero

And have yourself, a merry  little Christmas, now...

Come di consueto, sono qui a consigliarvi, in base alle mie letture dell'anno, alcuni libri che vorrei finissero sotto l'albero di Natale vostro o dei vostri amici o parenti. Il mio, è già tanto se sopravvive agli attacchi quotidiani del gatto... Non credo riceverò libri, anche perché non ne ho chiesti: sto ancora smaltendo l'ultima abbuffata di shopping librario che ho fatto prima che mio cugino chiudesse il negozio. In più ho anche dei saggi d'arte da leggere per lavoro che mi stanno chiamando a gran voce. Insomma, anche se non arriveranno nuovi acquisti, non credo che le letture invernali mancheranno.

Ecco qui le letture migliori dell'anno, ovviamente non seguono un ordine ben preciso...

La storia infinita (Michael Ende, Corbaccio)- per: ragazzi e bambini, adulti con la capacità di sognare, amanti del Fantasy. Un classico dei classici, che può stupire ancora. Da leggersi nella edizione Corbaccio a due colori, inchiostro rosso e verde.



Nord e Sud (Elizabeth Gaskell, edizioni Jo March)- onore alla Jo March per aver pubblicato questo libro. Per: amanti dell'Inghilterra, dei classici ottocenteschi, chi ama le grandi emozioni e storie d'amore, studenti alle prese con la rivoluzione industriale, chi abita in una realtà industriale.


Borgo Propizio (Loredana Limone, Tea o Guanda)- libro trasversale che ameranno tutti colori in cerca di un balsamo leggero per il cuore. Risate e tenerezza, mescolate a un po' di provincia italiana.


Percy Jackson (Rick Riordan, Mondadori) tutti- Per: bambini e ragazzi, chi vuole ridere con intelligenza e con humor sottile, amanti della mitologia greca di ogni età.



La primavera di Cosroe (Piero Citati, Adelphi)- tutti noi abbiamo un amico o parente amante dei saggi e della grande storia. Se poi ama anche la buona scrittura, o la poesia, questo è il libro giusto!







The peach keeper/ L'albero dei segreti (Sarah Addison Allen, edizione italiana Sonzogno)- Un romanzo che mescola storie d'amore, magia e intrecci familiari che legano generazioni diverse a un unico destino. Un libro amico, da tenere stretto. Per: chi è romantico, chi ama un pizzico di magia nella realtà, chi pensa ancora alla nonna con affetto e la vorrebbe di nuovo con sé...




La cerimonia del massaggio (Alan Bennett, Adelphi)- Per ridere, ridere e ridere con il più classico humor inglese. Se amate Hugh Grant e Oscar Wilde, o semplicemente ridere in modo raffinato e non scontato, non potete non afferrare questo libro...

venerdì 28 novembre 2014

Il racconto dell'ancella- Margaret Atwood



Titolo: Il racconto dell'ancella
Autrice: Margaret Atwood
Edizione: Ponte alle grazie

Trama: Fine anni Ottanta: in quelli che una volta erano gli Stati Uniti, dopo un disastro nucleare e una serie di attentati, si è instaurato un regime dittatoriale basato sulle Sacre Scritture. Alle donne è concesso solo di sposarsi e avere figli, o, in alternativa, diventare serve delle famiglie più facoltose o ancelle. Le ancelle servono a un solo scopo: la riproduzione, in uno Stato decimato dal crollo delle nascite e dalla sterilità. La vita esistente prima viene azzerata e le donne costrette a scordarsi il proprio nome e ingabbiate in un rigido sistema di privazione dei diritti, a cominciare da una rieducazione ai nuovi valori in veri e propri campi di concentramento. La nostra protagonista, senza nome, ripercorre la sua esistenza con questo racconto rinvenuto a secoli di distanza dai futuri abitanti della Terra.

La mia esperienza: Non è stato facile arrivare alla fine di questo libro. L'ho mollato a metà per circa un mese, per poi riprenderlo e costringermi a finirlo. Non perché sia brutto, attenzione. E' uno dei libri meglio scritti che ho letto quest'anno e sono veramente contenta di aver scoperto questa autrice, consigliatami da una cliente canadese. Capisco perché ha sfiorato il Nobel, anzi, non capisco perché non glielo hanno assegnato. Ma forse ha ragione Ursula Le Guin quando dice che gli scrittori fantasy e di fantascienza sono sempre stati snobbati dai grandi premi. 

Questo è un libro distopico scritto a metà degli anni Ottanta che avverte con tutta la sua brutalità di  quanto abbiamo dato per scontati i nostri diritti. Come donne, perché si basa soprattuto su una riflessione sul femminismo, ma come esseri umani anche, perché diciamocela tutta, non è che gli uomini se la passino meglio in questo futuro. Se si annienta metà del genere umano, neanche l'altra se la spassa. Ho scritto su Facebook che ogni notte questo romanzo mi raccontava un incubo, ed è vero: è molto angosciante e più volte mi sono sentita stretta in questo mondo claustrofobico. Raramente un libro mi ha fatto questo effetto, di sicuro c'entra il fatto che la protagonista sia una donna e io mi ci sia identificata, ma credo che la vera ragione sia che è tutto plausibile. La cosa che più mi ha turbata è stata la reale possibilità che questo accada. Niente asteroidi o remote possibilità di ere glaciali, piuttosto una complicata manovra di alcuni visionari per esautorare le donne e rendere gli uomini finti complici di tutto questo. Divide et impera. Non voglio spoilerare tutti i retroscena che vengono man mano alla luce, vi dico solo che questo libro, senza mai scadere nel complottismo più bieco e populista, fa riflettere molto su cosa diamo per scontato e cosa può invece esserci tolto, giorno dopo giorno, senza che neanche ce ne accorgiamo.


In due parole: terribilmente bello e inquietante.




giovedì 27 novembre 2014

Saga di Terramare-il mago (Ursula K. Le Guin)



Titolo: Il mago (Saga di Terramare)
Autrice: Ursula K. Le Guin
Editore: Mondadori

Trama: il piccolo Duny vive a Gont, una delle molte isole che formano il mondo di Terramare, un grande oceano costellato di piccole terre. Scopre molto presto di essere dotato del potere di mago e viene allevato dalla zia fattucchiera. Un giorno salva il villaggio dall'invasione di un popolo nemico grazie a un incantesimo e il mago principale dell'Isola, Ogion, lo nota e gli cambia nome in Ged, prendendolo con sé. Ma il giovane ha sete di conoscenza, la vita spartana fatta di meditazione e riflessione condotta da Ogion non fa per lui e decide così di intraprendere il viaggio per l'isola di Roke, dove si trova la scuola di magia. Lì incontrerà persone che lo accompagneranno per tutta la vita, nel bene come amici fraterni ma anche nel male, specchi nel quale rivedere per sempre la propria tentazione e dannazione. Perché Ged è un mago potentissimo ma dovrà domare i propri lati oscuri per liberarsi dell'Ombra che ha scatenato...

La mia esperienza: sono combattuta. Il libro mi è piaciuto ma non mi ha esaltato. Non so come mai, non posso di certo parlarne male, ma se non fosse che è all'interno di una saga pubblicata in un unico volume, non so se andrei oltre. Eppure... eppure... Vediamo insieme cosa ho apprezzato e cosa meno.

Cosa mi è piaciuto: l'idea, la ricchezza del mondo creato, la personalità di Ged, lo stile di scrittura. Sopratutto quest'ultimo, è molto intimo e ha delle figure che rimangono assolutamente impresse, e forse più adatto a un pubblico meno amante dell'azione. Infatti è molto meno epico dei fantasy tradizionali, ma comunque adatto all'opera. Tutto si articola sulla magia e di certo l'autrice ci fa sognare con tutti questi incantesimi; non ci sono battaglie (di questo ringrazio) pur essendo un libro di avventure. Per appassionati del genere o per chi apprezza un mondo alternativo senza doversi studiare la strategia militare elfica, tanto per dire. 

Cosa non mi è piaciuto: la non descrizione del mondo, non ci sono artifizi narrativi per mostrare il background di quel mondo o di quel tipo di magia, si dà per scontato che si sappia già tutto. Gli spiegoni non piacciono a nessuno, d'accordo, ma non c'è modo penetrare i riferimenti che si fanno ai miti, le storie degli eroi, le ballate che si nominano ma non si recitano per intero. Mi aspettavo qualcosa più alla Tolkien, che invece riesce a dare uno spaccato soddisfacente del suo mondo, per poi descriverlo appieno in altre opere, come ne Il Silmarillon. Per carità, magari per molti questo aspetto non è importante e il libro va avanti sicuramente da sé, ma se devo riportare la mia esperienza, a me manca qualcosa. 
  
Tutto sommato, lo promuovo. E ritornerò sul giudizio una volta letti gli altri volumi della saga.

In due parole: magia e avventura

venerdì 14 novembre 2014

Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo- Il mare dei mostri (Rick Riordan)


Autore: Rick Riordan
Titolo: Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo- Il mare dei mostri
Editore: Mondadori

Trama: come ogni anno, Percy sta lottando disperatamente per non farsi espellere dall'ennesima scuola. Questa volta ce l'ha quasi fatta: è arrivato indenne all'ultimo giorno e si è pure fatto un nuovo amico, il piccolo (ma solo di età) senzatetto Tyson. Ma mai dire mai con gli eroi e i mostri: Percy viene attaccato proprio l'ultimo giorno e salvato da Annabeth che si sta recando al Campo in anticipo, guidata da alcuni sogni inquietanti. Percy deve portarsi dietro Tyson se vuole salvarlo e solo al Campo scoprirà la vera natura del suo amico: è un ciclope. Ma il Campo Mezzosangue è sotto attacco e l'unico modo per salvarlo è partire alla ricerca del Vello d'Oro...

La mia esperienza: mi piace l'idea di pubblicare una recensione di Percy proprio ora che sono uscite le nuove edizioni economicissime a soli 5 euro. Spero che ciò contribuisca ad avvicinare nuovi lettori a questa saga che mi piace tantissimo. Come ho già avuto modo di dire, l'autore è molto competente in materia mitologica, riesce a cogliere l'essenza dei miti greci e a modernizzarli senza svilirli. I protagonisti sono tutti giovani emarginati, per un motivo o per un altro, che vivono la propria rivincita scoprendo di essere figli di un dio o una dea. Ma non sarà questo il vero motivo di appagamento, quanto piuttosto il dar loro un'altra opportunità, quella di mostrare i proprio punti di forza in un campo a loro congeniale. Oltre all'umorismo di Riordan che adoro, il lato che più mi piace (da lettrice adulta) è proprio questo: che gli eroi sono gli svantaggiati, i quali, messi in condizione, riescono a dimostrare quanto valgono. Come già detto, i semidei sono tutti dislessici e iperattivi, penalizzati nel mondo reale, ma avvantaggiati in quello dei miti dalle loro qualità innate. Tyson poi introduce il tema dei bambini che crescono nelle strade di New York, immaginandoli ciclopi abbandonati anche dai propri genitori sovrannaturali, che se ne vergognano. Tyson è uno dei personaggi che più colpisce al cuore, grosso quanto un gigante, ma infantile nel modo di esprimersi, semplice nelle gioie e grande nei sentimenti. E Percy dovrà scoprire se preferisce essere acclamato dal gruppo o amato e fedele a se stesso con Tyson. In questo libro Percy scopre nuove qualità e poteri, è un libro sicuramente nautico, il che mi mette sempre un po' a disagio (non ci capisco niente di termini nautici), ma il mix di cultura classica e moderna è sicuramente azzeccato. E se avete visto Miami almeno una volta, non è così impensabile pensarla come la patria dei Party Pony...

Mi piace pensare agli anni trascorsi da Riordan nelle scuole come insegnante, ad osservare gli adolescenti e il loro mondo, fatto di regole da rispettare per farsi accettare dal gruppo, lo immagino studiare coloro che non rientravano negli standard e creare per loro una nuova realtà dove potevano non solo essere "normali", ma addirittura migliori degli altri. Tutto questo mi colpisce al cuore e consiglio la lettura di Percy Jackson a tutti gli studenti (e insegnanti anche, che di mele buone ce ne sono tantissime, ma anche qualcuna bacata) delle scuole medie. Lo metterei assolutamente come lettura estiva/natalizia obbligatoria. 

In due parole: istruttivo e divertente

domenica 2 novembre 2014

Lucca Comics and Games 2014- secondo, terzo e ultimo giorno

Sottotitolo: gli educational


LC&G 2014 è finito ed eccomi qua con i piedi sul divano, nelle orecchie ancora le promesse degli amici di rivederci prima di un anno e col pensiero agli standisti che stanno smontando proprio in questo momento. Come al solito, un po' di tristezza permea l'aria e mi piace pensare al codino finale che in genere consiste in una bevuta con quei pochi colleghi di Marito che rimangono qualche giorno in più in città. 

Con questa calma, posso parlarvi degli educational a cui ho partecipato. Su suggerimento della Leggy (aka la Leggivendola, il suo blog per me rimane il più bello dell'aere), mi sono iscritta a questi incontri che la manifestazione organizza per gli addetti ai lavori (o chiunque ne possa trarre giovamento, come anche noi blogger di libri a quanto pare). Gruppi molto ristretti, non più di venti in genere a stretto contatto con l'autore che può tenere una specie di lectio magistralis oppure una chiacchierata informale con il pubblico. Due autori, due stili diversi. Joe Abercrombie e Luca Tarenzi.



Joe Abercrombie è inglese che più inglese non si può e ha impostato subito l'incontro in modo tale che per un attimo ho pensato di trovarmi a un pub, intorno al bancone e dietro a una pinta di ale. Prima di tutto lasciatemi dire che è bello. E poi lasciatemi dire che al suo dito brilla una fede. Anche al mio. Quindi aperta e chiusa parentesi, ma è veramente bello. Il suo incontro si chiamava "Il fantasy secondo me" e alla fin fine è stata una bella dissertazione sul genere, ma anche sul mondo dell'editoria. In effetti, eravamo molto presi dal fatto di poter fare domande a raffica che forse abbiamo perso un po' lo scopo dell'incontro, che a me interessava in particolar modo, ovvero come Joe affrontasse un genere che a volte sembra aver già dato tutto. Non poteva mancare un riferimento al diabolico Martin e proprio Joe lo ha nominato per la prima volta, svelandoci che aveva già scritto qualcosa prima di leggere Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco, ma che solo dopo ha riscritto tutto, alla luce di quello che aveva appreso si potesse fare da Martin. In effetti, pare abbia avuto una discreta influenza su di lui. Ma al contrario di lui, gli è stato fatto notare, non eccede mai in violenza e sesso, al che, da bravo inglese ha risposto dicendo che "una cosa la si scrive solo se si è in grado " e che umilmente ha ammesso di non essere molto interessato a entrare nei dettagli di un'uccisione ma di preferire una descrizione "alla distanza". Niente sesso siamo inglesi, dunque. Comunque l'ho ammirato e mi è piaciuto molto la sua risposta. Non si trattava di un borioso so tutto io, faccio tutto bene io, ma anzi ha ammesso i suoi limiti nel descrivere personaggi femminili, sperando di poter migliorare in futuro e che non sarebbe mai in grado di auto pubblicarsi. E su questo mi trova francamente d'accordo. Ora, non voglio aprire un barattolo di vermi, ma sinceramente trovo che il ruolo dell'editore sia importante ed essenziale proprio alla luce delle diverse professionalità. Io non sarei mai in grado di occuparmi della copertina, del marketing, della promozione etc etc. Capisco che in Italia la situazione editoriale sia ferma al Pleistocene (cosa sottolineata da Tarenzi) e che a volte ci siano dei talenti nascosti che non hanno altro modo di venire fuori (per ora mi sono rimasti nascosti il più delle volte, ma confido un giorno li troverò), però amo che ognuno faccia il suo lavoro. Tutto qui.


Tarenzi invece ha l'esplosione di un mortaretto a Capodanno. E' energico, divertente, lungo capelluto e con l'aria da chi è appena sceso da un chopper. Era la prima volta che lo vedevo. Lui ha impostato più l'incontro su un excursus storico del genere Urban Fantasy, un genere di cui non sapevo nulla. Invece, proprio grazie a questo incontro, ho scoperto di aver già visto o letto qualcosa, ma mi ha aiutato tanto a farmi chiarezza. Per esempio, ho scoperto la differenza tra questo genere, il Young Adult e il Paranormal Romance. Deo gratias, finalmente. E poi ho scoperto che alcuni dei miti della mia infanzia, erano antesignani del genere, come Highlander. Fico. Mi sono segnata tutti i suoi consigli di lettura, ci ha pure consegnato una dispensina che mi leggerò appena finito questo articolo. E' stato molto generoso credo. Una cosa che voglio condividere con voi è la notizia che ci ha dato Luca: tra un mesetto uscirà l'edizione italiana di Libriomancier (Jim C. Hines), un urban fantasy appunto in cui il protagonista è un bibliotecario col potere di far fuoriuscire oggetti dai libri più popolari e letti. E qui si apre un elenco smisurato di citazioni che ogni appassionato lettore riconoscerà, tanto che a fine libro l'autore ci lascia la lista dei libri nominati. Giusto per andarsene a leggere altri, in caso li aveste mancati! 

Per il resto, la fiera si è svolta sotto un sole splendente, cocente a tratti, che ha aiutato molte cosplay a vestirsi ancora di meno e le gelaterie a vendere di più. Una mia amica ha vinto un premio al concorso nazionale di Cosplay e non vedo l'ora di andare domani a cena con lei per festeggiare. I numeri dei visitatori ancora non ci sono, ma sicuramente sono stati tanti, stratanti, soprattutto sabato. Tant'è che non sono riuscita a rientrare al Games fino a stasera alle sei, ma a quel punto mi sono detta che gli acquisti di libri li potevo fare anche fuori fiera, con più calma. Comprare libri è un atto di riflessione per me e non volevo abbrancare qualcosa a caso tanto per fare. Ovviamente una cosa l'ho presa: la nuova antologia del Trofeo RiLL. Abbiatela, scopritela, leggete ciò che viene fuori da cotanto concorso. Per me è un'utopia riuscire a scrivere cose così... Ciò non vuol dire che non ci proverò!

E vi lascio così, mentre aspetto un marito che non tornerà se non a notte fonda... Meno male Sdentato è sempre con me!

Buona notte
Rose

Lucca Comics & Games 2014- primo giorno



Piena di vita, piena di gente, non manca niente nella mia città...

Con queste parole di Massimiliano Poggi inauguro tutti gli anni la "settimana dei Comics". Fortunatamente per me, in un periodo relativamente morto per il mio lavoro, posso passare una settimana intera in una delle città che amo di più al mondo, Lucca. Così da un paio di anni a questa parte, il lunedì precedente all'inizio dei giochi, Marito ed io prendiamo armi e bagagli (il gatto no, lo lasciamo dai nonni che hanno il giardino e anche lui si può dire che vada in ferie...) e ci trasferiamo nel nostro amatissimo trilocale ai margini delle mura di Lucca. 
I giorni precedenti sono un'altra esperienza. A chi pensa di trascorrere qui il periodo della manifestazione, suggerisco fortemente di arrivare qualche giorno prima per vedere come si monta la fiera, per i berci degli operai (al lavoro fino a notte fonda), la tensione nell'aria, i lucchesi metà incazzati, metà intenti a sognare i soldi che intascheranno da lì a breve... Ironia a parte, è proprio bello vedere nascere qualcosa di bello, le aspettative palpabili nell'aria, il sottofondo musicale dato dai trolley che incessantemente solcano le stradine medievali del centro storico, i dialetti che si fondono nelle piazze. E poi c'è Lucca. Lucca è bella, non c'è nulla da dire. 

Come primo giorno devo dire che è andato piuttosto tranquillo. Complice un iPhone morto, la sveglia non è suonata e mi sono alzata che il sole già si avvicinava allo zenith... Quindi la mattina non ho idea di come sia andata. Ma quando di buon passo mi approcciavo alla cinta della mura, devo dire di non aver trovato la solita coda che partiva un km prima, quindi ritengo che il fatto che fosse giovedì abbia trattenuto molti nei sacrosanti luoghi di lavoro. Nei prossimi giorni ho ragione di pensare che le cose andranno diversamente. 

Cosa c'è di nuovo? Sul sito della fiera si trova di tutto di più, ma lasciatemi dire una cosa. L'Umbrella spacca. Di brutto. Quest'anno hanno preso un baluardo sulle mura PIU' le cannoniere e hanno messo su una cosa spaziale tipo "labirinto con gli zombie". Scusate se non ho un linguaggio tecnico, Marito lo chiamerebbe un dungeon, non so se il termine si applica pure alle ambientazioni con i non morti... E colonna sonora heavy metal. Non so se rendo. Fa tutto molto Tony Stark vs Zombie. Ci piace.



Poi c'è Feudalesimo e Libertà con i trampolieri che portano gli annunci dello Imperatore, la ghiandaia di Hunger Games in fiamme, la Bat Mobile, Big Hero che vi saluta dal prato davanti le mura, il villaggio medievale per Dragon age Inquisition etc. etc. etc.




A livello letterario, che poi è questo l'argomento del blog, devo ancora andare all'avanscoperta. La fila per Zerocalcare però credo che entrerà nella storia della manifestazione. Di solito alla fine di queste code o c'è lui o c'è Ortolani. Quest'anno è toccato a Zero. Domani entrerò nell'area Games e vi saprò dire cosa ho scovato. Ma la mattina si comincia con l'educational con Joe Abercrombie. Che figo. Vive pure nella seconda città dove vorrei vivere, oltre Lucca, Bath Spa. Più figo.

Vabbeh, vado a dormire col mio nuovo Sdentato. Che Marito è lungi dal tornare a casa (ah, i Comics).


Notte!!
Rose

martedì 14 ottobre 2014

Twilight- Stephenie Meyer


TITOLO: Twilight
AUTRICE: Stephenie Meyer
EDITORE: Fazi editore

TRAMA: la giovane Bella Swan si trasferisce da Phoenix a Forks, a vivere col padre, per evitare di dover seguire madre e patrigno in trasferimenti continui a causa del lavoro di lui. Forks non è esattamente un paradiso tropicale: probabilmente è la zona più piovosa degli Stati Uniti, dove ogni minimo raggio di sole è un avvenimento. All'inizio questo sembra essere il problema più grande di Bella, ma poi conosce i Cullens, anzi, diciamo che si scontra con uno di loro, Edward, il quale inizia ad evitarla apertamente. Ma un giorno, Edward le salva la vita in un modo che ha del miracoloso e da lì a scoprire la verità il passo sarà breve per Bella: i Cullens sono vampiri e l'attrazione che prova per Edward è forse la cosa più pericolosa che poteva provare in vita sua...

LA MIA ESPERIENZA: disclaimer: in questo post non sarò diplomatica, né oggettiva. Ci sarà la mia opinione nuda e cruda. 
Perché leggi Twilight? E' stata la domanda più ricorrente delle ultime settimane. Sì, settimane perché ci ho messo tantissimo a finirlo. E la risposta era sempre: sono curiosa di sapere perché ha avuto tanto successo. E poi volevo recuperare quello che sembra essere stato un punto di non ritorno della letteratura urban fantasy. Sicuramente molti altri prodotti sono stati pubblicati sulla falsariga di questo e volevo leggerlo. Beh. Sono stata accontentata.

Prima di tutto, ci ho messo tantissimo a finirlo perché mi ha annoiato a morte. La vita interiore di Bella, la prima persona narrante, è pari a quella di un criceto. O meglio, dei cani di "Up" (avete presente: "scoiattolo!!") dato che si sveglia solo alla parola "Edward". E dato che i suoi pensieri sono la parte principale del libro... ecco fatta la noia mortale.


(adoro UP e questi cani sono molto più svegli in realtà)


Come vampiri, non si fa altro che dire quanto siano belli, quanti siano fighi ed immortali, senza spiegare granché della natura vampirica (almeno nel primo libro, ma non mi addentrerò a leggere gli altri per scoprirlo). E poi... lo sapete tutti via... brillano al sole. Luccicano. Sembra il potere di una winx. Ma su questo sono stati versati fiumi e fiumi di critiche e non approfondirò quanto tutto ciò sia assurdo. E non perché non si possa cambiare le cose, ma si sente che la Meyer ha attinto a qualcosa, insomma, bene o male ha potuto avvalersi di secoli di letteratura vampirica e questa versione qui... beh, è un po' da centro commerciale via, una di quelle versioni edulcorate per famiglie che vengono vendute nelle feste di Halloween dei suddetti.

E poi veniamo al dunque, a questa storia d'amore così famosa... Premetto che credo di avere quei 20 anni di troppo per leggere questa romance, ma vogliamo parlare del rapporto morboso tra Bella ed Edward? Del vampiro che la guarda dormire perché è l'unico momento in cui può capire ciò che pensa, dato che la nostra parla nel sonno? O del fatto che Edward compare sempre all'ultimo momento, da vero principe azzurro su una Volvo argentata, per salvarla? Per non parlare di Bella che sa stare a malapena in piedi (ma perché poi? Se viene spiegato negli altri libri, ditemelo) e di Edward che la porta in spalla per gran parte del tempo? Prendiamo una delle loro conversazioni: dopo essersi stranamente innamorati (di lui sappiamo solo che è un figo spaziale, di lei che profuma in modo irresistibile per lui, finito lì), non fanno altro che dirsi quanto tengono l'uno all'altro, quanto si amano, quanto lui veglierà su di lei. Sinceramente, mi hanno fatto venire il diabete, eppure ormai si deve essere capito che amo le storie d'amore romantiche, ma questa... Per me, e qui farà un paragone forte dato che li detesto, è più stucchevole e inconsistente di un marshmallow!

E in fondo al libro arriviamo a quello che avevo sentito dire essere il tormentone della saga: ti prego fammi diventare un vampiro... Comprensibile, dato quanto sono belli belli in modo assurdo i nostri. Chissà se con la trasformazione Bella supererà anche i suoi problemi di equilibrio...

Ridiamoci su!
Dedicato ai nostri vampiri stilosi...


Non leggete questo libro se avete raggiunto i limiti di età per farlo. ;-)

giovedì 25 settembre 2014

La storia infinita- Michael Ende


TITOLO: La storia Infinita
AUTORE: Michael Ende
EDIZIONE: Corbaccio

TRAMA: il giovane Bastiano Baldassarre Bucci entra un giorno in un negozio di libri antichi. E' pingue e goffo e non brilla certo per coraggio. Afferrato da un istinto che neanche lui sa spiegare, ruba un libro dalla copertina rosso rubino decorata con due serpenti che si mordono la coda. Quel giorno decide non presentarsi in classe e si nasconde nella soffitta della scuola a leggere. Le ore passano ed egli matura l'idea di non tornare neanche a casa, dove lo attende un padre vedovo distrutto dal dolore e assente, che, nella mente del ragazzo, nemmeno noterà la sua assenza. Nel frattempo, il nostro protagonista vive le avventure di Atreyu, l'eroe che dovrà cercare il salvatore di Fantàsia attraverso i suoi molteplici mondi. Una storia che attirerà Bastiano più dell'immaginabile, tanto da farlo atterrare in Fantàsia, dove il rischio di perdere se stessi è più reale di quanto si pensi...

LA MIA ESPERIENZA Questo è un libro imprescindibile, ormai, dalla sua versione cinematografica, la quale ahimè ha invece allontanato molti dalla lettura del romanzo. Lo riporto con sommo dispiacere, in quanto da piccola ho amato il film e la sua indimenticabile colonna sonora, mentre ho poi appreso che proprio la pellicola ha fatto sì che molti non leggessero il libro, per la sua superficialità e sconclusionatezza. Beh, dopo aver concluso la versione cartacea de La storia Infinita, posso capire molte delle critiche mosse al film. Posso iniziare in un modo solo: il libro è tedesco, il film americano. E lo dico senza nessun snobismo, ma è indubbio che gran parte della personalità delle due culture sia filtrata nel riportare la medesima storia. Nel film si racconta solo la prima parte del romanzo, la missione di Atreyu e Fùcur, mentre la storia va avanti riportandoci l'esperienza di Bastiano dentro Fantàsia. Quindi manca un pezzo e la fine è stata pure modificata, facendo entrare Fantàsia nel mondo umano e non viceversa (non ho mai visto i seguiti, quindi non so se siano state riprese altre parti del libro). Alla fine sono rimasta sorpresa e impressionata dalla profondità di significato che si può trovare nel romanzo; è sicuramente uno di quei libri che si devono rileggere più volte, nel corso degli anni, per poter afferrare meglio i concetti filosofici che vi si nascondono. Il mondo della fantasia e dell'immaginazione viene preso a pretesto per affrontare il nostro mondo, ma in un modo così raffinato e poco scontato come si trova raramente. Bastiano deve entrare in Fantàsia per perdervisi, per allontanarsi dalla sua vita, solo per ritrovare se stesso e superare tutti i conflitti psicologici che la morte della madre, la freddezza del padre e la sua incapacità ad affrontare le difficoltà gli hanno provocato. E' un vero e proprio percorso iniziatico, al limite del comprensibile a volte, che però lo porterà a toccare i lati migliori e peggiori di sé, per ritornare nel nostro mondo cambiato, rafforzato. Un bambino nuovo che inizierà anche un nuovo rapporto col solo genitore rimastogli. 
Il mondo di Fantàsia è appunto questo, l'immaginazione libera e selvaggia, scevra da regole e logiche,  e che può essere sia buona che cattiva. L'Infanta Imperatrice è il principio che assicura l'esistenza sia del bene che del male, non giudica, ma lascia esistere, perché ci deve essere il serpente nero affinché esista il bianco nel simbolo dell'Auryn ed entrambi regolano il mondo. La scritta su Auryn, "Fa ciò che vuoi", ricorda quei principi secondo cui solo la nostra volontà vera e profonda può portarci alla felicità, ma per trovarla è necessario cadere nel buio e risollevarsi. 
E poi sì, certo, c'è il Drago della Fortuna! E tutte le creature che potete aver amato nel film! Ma sappiate questo: nel libro vi attende molto di più per sognare e anche per riflettere. 

P.s. Il mio preferito è Graogramàn! E cercate l'edizione con due colori e i capilettera decorati. Sono una delizia per gli occhi...

IN DUE PAROLE: onirico e profondo

La colonna sonora non si discute!



giovedì 28 agosto 2014

La figlia del capitano- Aleksandr Puškin




Titolo: La figlia del capitano
Autore: Aleksandr Puškin
Editore: Einaudi

Trama: un padre severo, un figlio ribelle spedito a prestare il servizio militare all'avamposto di Belogorsk, un bandito, una giovane donna contesa. Sullo sfondo di una Russia attraversata dalla rivolta cosacca di Pugačëv, tra duelli, scontri e prigionie, Aleksandr Puškin narra il contrastato amore tra due giovani, il nobile Grinëv e la dolce Maša, che per coronare il loro sogno dovranno superare innumerevoli traversie (sinossi presa dalla copertina del libro).


La mia esperienza:
 l'ho trovato molto carino. Breve, si legge in uno o due giorni, tanto da farlo cadere in quella linea sottile che divide il racconto lungo dal romanzo. L'autore usa la finzione del manoscritto ritrovato per parlare di Pugačëv ai tempi della censura dello Zar sul grande ribelle. Mi è piaciuto più di tutti proprio il personaggio del brigante, multi sfaccettato e accattivante, rude e brutale nel trattare i prigionieri, fatalista quanto basta per essere un buon russo e  anche nobile nel ricordare i propri debiti. La storia d'amore fra il protagonista e Mar'ja Ivanovna dona una dimensione in più alla trama, sebbene forse sia un po' stereotipata e prevedibile, trama che altrimenti sarebbe stata soltanto narrazione storica. Sono i personaggi che mi sono piaciuti tanto, molto caratterizzati e vivi, sicuramente catturano l'attenzione e su alcuni ne avrei voluto sapere di più, come sul dissoluto Švabrin, personaggio secondario ma intrigante. Il tutto scorre bene, non si sente il peso del tempo e per questo lo consiglierei a chi si vuole accostare alla letteratura russa, prima di affrontare i grandi tomi che possono spaventare un po'. 

In due parole: cavalleresco e avventuroso

lunedì 25 agosto 2014

Nord e Sud- Elizabeth Gaskell




Titolo Nord e Sud
Autrice Elizabeth Gaskell 
Editore Jo March


Trama: la vita di Margaret Hale scorre tranquilla nel Sud dell'Inghilterra, fra la società mondana di Londra e la pace della parrocchia del padre, un paesino in aperta campagna. La bufera arriverà con i dubbi di fede del genitore, che lo porteranno a dare le dimissioni e a spostare la famiglia a Nord, in una cittadina industriale, Milton, dove spera di fare il precettore. Margaret dovrà affrontare una nuova mentalità, nuovi ritmi di vita e parole mai sentite prima, conoscerà le prove della vita e dovrà modificare il suo pensiero, alla luce di cosa vedrà e chi frequenterà nella sua nuova città. Dentro di sé dovrà trovare la forza e il coraggio di ammettere i suoi errori e consolidare vecchi valori, per rinascere come una nuova persona.


La mia esperienza: ho seri problemi a condensare l'esperienza di lettura provata con questo libro. Una serie di aggettivi mi affollano la mente: meraviglioso, essenziale, emozionante, coinvolgente, ma non sarebbero abbastanza per raccontare il miscuglio di emozioni che questo romanzo mi ha dato. L'ho sentito fin dentro il midollo e da ora lo considero un caposaldo del mio bagaglio culturale e secondo me dovrebbe essere più conosciuto al grande pubblico.

Possiamo definirlo un romanzo di formazione, perché la protagonista, attraverso gravi vicissitudini matura e cambia la sua visione ristretta del mondo. È sicuramente una storia tragica, come gran parte dei prodotti letterari del suo periodo. È un affresco stupendo della Rivoluzione Industriale, della contrapposizione tra l'alta borghesia e il mondo degli industriali, e tra la realtà dei padroni delle fabbriche e quella degli operai, un duplice scontro sociale che viene descritto attraverso le storie personali dei personaggi. È difficile qui separare la voglia di analizzare gli aspetti sociologici dal fare una recensione come mio solito, in cui descrivo più quello che un libro mi ha dato da un punto di vista emotivo. Perché alla fine mi sono sentita molto arricchita, come se avessi viaggiato indietro nel tempo e avessi visto un pezzetto di quel periodo storico, ampliando la mia visione della storia e del commercio. Comunque non è solo questo: è il ritratto sentimentale di una giovane donna, alle prese con i dolori della vita, l'amore, le incomprensioni sentimentali, l'orgoglio e il pregiudizio, la vanità e l'umiltà. Oh, questo libro è sicuramente tante cose!

Mi ha lasciato stravolta perché ho rivisto un po' la storia della mia città, una volta centro manifatturiero tessile come Milton e più volte ho avuto le lacrime agli occhi. Per le similitudini, per quello che una tempo era ed ora non più, per come pensavamo in passato. Ho amato Milton per tutto questo, intensamente ed inaspettatamente anche, dato che sono estimatrice da sempre della campagna inglese e sogno un cottage nei Cotswolds (come Agatha Raisin!). Ma l'amore arriva così, quando e come meno te l'aspetti! E mi sono ritrovata ad emozionarmi per la vivacità di quelle strade, per gli scioperi e il mondo di padroni (come ancora diciamo qui) e operai, per la voglia di fare, per l'ingegno che mai riposa e che un tempo animava anche i miei concittadini. Non è soltanto questa analogia che mi ha stregato, anche quella visione di un mondo sull'orlo del cambiamento e della scelta che ciclicamente ci viene posta: cambiare o scomparire. Per la Gaskell la soluzione è l'incontro di visioni e valori, due mentalità che si devono fondere e crearne una nuova, simbolicamente rappresentata dalla nuova Margaret e dal nuovo Thornton.

Io lo consiglio e stra consiglio, lo porterei in tutte le scuole delle città in cui si trovano situazioni di crisi economica profonda, perché credo fermamente che possa portare un po' più di consapevolezza e magari anche speranza. Ritengo la figura di Thornton estremamente positiva e un possibile modello di ispirazione ancora oggi, con quei suoi vecchi, solidi valori ma anche l'ingegno e la voglia di emergere, la "fame" di soldi, che però non lo porta a scordarsi le sue origini, la speranza quando tutto è perduto, la nobiltà d'animo con cui affronta i problemi. Se i libri possono curare l'anima, questo può essere un gran dottore, in questo periodo storico.

(Unica nota dolente di cui avevo parlato anche su Facebook: personalmente, non approvo la linea adottata per la traduzione, troppo familiarizzante. Questa scelta, dichiarata nell'introduzione, di "ammodernare" la punteggiatura e la sintassi, secondo me, toglie un bel po' del fascino della letteratura di periodo. Per gli amanti, potrebbe essere una delusione, per un pubblico più ampio forse va bene, penso ai ragazzi nelle scuole. Comunque, non concordo, nel mio essere nessuno. Buone le note a piè di pagina, a volte essenziali per i mille rimandi che la Gaskell fa alla cultura anglicana e al Vecchio Testamento. La carta è sempre quella ottima della Jo March.)

In due parole: storico e attuale (ma quante ancora me ne verrebbero in mente!)

giovedì 14 agosto 2014

Borgo Propizio- Loredana Limone

Titolo: Borgo Propizio
Autrice: Loredana Limone
Editore: Guanda/ Tea


Trama: un paesino quasi fantasma, con uno spettro vero che lo anima nelle notti di luna piena, suscitando le superstizioni degli abitanti; una bottega maledetta che viene ristrutturata per farne un misterioso negozio nuovo, una zitella ancora piacente, un operaio dai mille volti, l'amore che viene e che va, un gioiello ritrovato... Borgo Propizio è tutto tranne che un paese morto! Le storie dei suoi uomini e delle sue donne danno vita a un romanzo corale, pastorale e divertente, dai toni leggeri e sfumati di rosa e giallo.

La mia esperienza: prima di tutto, devo dire di aver comprato il libro alla vigilia delle ferie, per avere una "lettura da spiaggia". Non me ne voglia l'autrice, ma se si va a rileggere cosa scelsi l'anno scorso, si può ben capire che tipo di libri mi vado a prendere per l'estate. Li definirei di "evasione", o sperimentali. Questo doveva tirarmi su, poichè l'ho comprato la settimana in cui la mia libreria di fiducia ha chiuso... Ma l'ho letto solo dopo, in ferie. E devo dire che non mi ha deluso affatto! Un libro composto da mille storie, per lo più d'amore, contornate con un gusto (e talento) gastronomico, tanta ironia e voglia di intrattenere. Niente sdolcinatezze, semmai una tenerezza materna per i personaggi che tocca il cuore di ognuno, facendoci commuovere fra una risata e l'altra. Lo accosterei allo splendido Chocolat, ma con toni più leggeri, da provincia italiana, in cui tutti ci possiamo rivedere. Un mistero sullo sfondo che si sfuma nel rosa, un pretesto per raccontare come la vita dovrebbe andare. Almeno ogni tanto.

In due parole: leggero e gustoso

venerdì 1 agosto 2014

Ogni nuovo inizio parte da una fine...


Credo che pochi posti siano importanti per un lettore quanto la libreria preferita. Essa diventa non solo il negozio dove comprare libri, ma un luogo di scambio di emozioni e di opinioni, dove si incontrano altri clienti abituali (si spera) e si stringono nuove conoscenze. Se la sintonia con i proprietari è buona, si passa di lì anche per prendere un caffè insieme e diviene difficile non fermarsi anche solo per un saluto tutte le volte che si passa da quella strada. A tutto questo sommate che vivo a cinque minuti a piedi dal negozio e due proprietari su tre sono miei cugini, mentre con l'altro siamo diventati buoni amici. Sommateci che Marito è un collezionista di libri, sempre alla ricerca della edizione rara, perfetta e che solo un maniaco della cura al cliente come mio cugino Luca poteva soddisfarlo... Era un idillio.

Ieri, per motivi di cui non parlerò nell'articolo perché molto personali, la libreria in questione ha chiuso, dopo nove anni di attività. Andrò in centro e non ci sarà più il mio luogo di ritrovo preferito, dove sprofondare nelle comodissime poltrone di pelle per "consultare libri" (sì, certo, poi in realtà diventava salotto ciarliero!). Mi direte, ne troverai un'altra, di librerie ce ne sono tante (ma nella mia città non è così vero, in quanto non abbiamo mai brillato per cultura), ti abituerai, certo certo. Il tempo passa e porta via tutto.

Quello che vorrei non portasse via, sono le bellissime emozioni che quel posto mi ha donato. Quindi, per non mettermi a piangere, vorrei parlare di queste e non di quanto mi mancherà, né delle polemiche che vengono fuori quando chiude una libreria. 

Vorrei ringraziare Luca, Fabio e Gabriele per gli anni di impegno e cura, per aver sempre dato una risposta educata e informata ai clienti e, devo dire che passando dal negozio anche solo per cianare un po', di richieste strane ne ho sentite. Vi vorrei ringraziare perché i libri li avete sempre letti e non solo venduti. Per avermi risposto anche mentre ero a Londra, davanti a un'edizione speciale di Beatrix Potter, per consigliarmi se prenderla o meno. Per aver avuto la possibilità di ordinare i libri via Facebook, Whatsapp o sms. Per aver condiviso gli scleri da Trono di Spade. Per avermi procurato la sceneggiatura di Downton Abbey. Per aver sempre selezionato e messo via la copia migliore e intonsa per mio marito. Per avermi fatto conoscere la lettura digitale e aver sempre trovato il tempo di assistere i clienti con i Kobo, anche se non vi sarebbe convenuto più di tanto. Per essere stati sempre col sorriso sulle labbra, anche ieri sera, anche con l'ultima cliente, per il vostro tocco umano. Per l'alcool fatto girare dai vostri amici fuori dal negozio, che erano tutti lì, a riprova di che persone splendide siete. Per le vostre lacrime una volta girata la serratura e spenta la luce.

Vi auguro una buona vita ragazzi, tanti anni di sacrifici non possono che portare a una nuova, migliore avventura.


La vostra "giugina" e amica, 
Rossella

sabato 26 luglio 2014

La primavera di Cosroe- Pietro Citati



Titolo La primavera di Cosroe
Autore Pietro Citati
Edizione Adelphi

Trama: la storia della civiltà iranica attraverso gli occhi poetici e appassionati di Citati. Un percorso cronologico che, attraverso episodi e personaggi storici selezionati dall'autore, ci svela i segreti di una delle civiltà più grandi del mondo, arrivata da anonimi e freddi paesaggi fino a dominare l'Oriente vicino e più lontano, una cultura raffinata e crudele allo stesso tempo, un mito incarnato che si ripete nei secoli.

La mia esperienza: sinceramente, nella mia immensa ignoranza, non conoscevo Pietro Citati. Sono dovuta ricorrere a Wikipedia per scoprirlo, e vi consiglio di fare lo stesso. Anzi, ve lo linko qui, così non ci sono scuse. D'ora in avanti tutti dovranno sapere chi è questo grandissimo uomo che ha scritto uno dei libri che più mi ha incantato quest'anno. Sissignori, questo libro entra nella categoria "aspirante libro dell'anno" per il 2014. E perché vi chiederete, ma sopratutto perché un saggio. I saggi sono noiosi, si studiano per gli esami e basta. Beh, se siete in carenza di un'ottima scrittura, narrativa scorrevole, accuratezza e ricerca storica, linguaggio poetico capace di catapultarvi nella storia... Dovete leggere questo libro! Non solo scorre meglio di un romanzo, ma mi ha entusiasmato molto più di qualsiasi fiction letta quest'anno. Citati riesce a far rivivere la Storia con una familiarità e intimità inaudite, sentirete i miti incarnati di Cosroe, Ardashir, Ahura Mazda; vi trasporterà lontano, l'autore, lassù sui picchi delle montagne sacre, ascolterete i miti, i musicisti, le profezie, preparerete i rituali con i sacerdoti e non vi annoierete un minuto. Solo due capitoli della terza parte mi hanno preso meno, sono quelli sui mistici islamici. Ho trovato il tutto un po' astratto, ma ovviamente lo è, trattandosi della ricerca di Dio. Insomma, in ogni caso un'esperienza di lettura!
Un solo rimpianto, averlo cominciato in treno... Sono dovuta tornare indietro a rileggere molti capitoli a causa delle interruzioni... Concedetegli le vostre pause e il libro vi renderà indietro molto più del vostro tempo. 

In due parole: esotico e lirico

venerdì 25 luglio 2014

Una vita in libri#1 I libri della formazione

Ciao a tutti,
Questa idea è nata da un'iniziativa de La lettrice rampante su Facebook, la quale, in seguito a una richiesta arrivatale, invitava a postare i propri tre libri considerati imperdibili così da creare una lista per un lettore "implume". Beh, ho risposto all'iniziativa con i miei titoli e poi mi sono messa a pensare a una lista più ampia che avrei consigliato io. Ho iniziato anche a buttare giù i motivi per cui consiglierei tali titoli e... Qui è cascato l'asino! La lista è diventata lunga e tematica: farei leggere questo libro a questo tipo di lettore per determinati motivi, un altro volume per un altro pubblico e per altre ragioni e così via! Inoltre mi sono resa conto che tanto di ciò che sono e credo deriva da delle letture, in parte imposte dalla scuola (se di imposizione si può parlare in caso di lettori voraci) o che mi sono arrivate in modo casuale durante la vita...

Quindi, in un momento di noia da recensioni, posterò un po' di queste liste, che cercherò di mantenere corte, in media tre libri ciascuna. Non voglio assolutamente copiare l'altro blog, che ha avuto il compito di creare una lista per avvicinare un giovane lettore al magico mondo della lettura, ma l'ho trovato un modo divertente e stimolante per fare ordine nelle letture fatte, per capire chi mi ha dato cosa e tirare un po' le somme.

Oggi vorrei iniziare con la lista che prima mi è venuta in mente, cioè quella per formare delle persone giovani, ancora piuttosto "vergini" del mondo, più che della letteratura. Quindi quelli che secondo me sono essenziali per capire "come funziona" e non cadere nelle trappolone da retorica. Non è facile indicare una fascia di età, perché i giovani oggi sono molto più coscienti della mia generazione, ho trovato diciassettenni fortemente politicizzati e impegnati socialmente e studenti universitari che pensavano solo a postare selfie tutti i minuti, quindi non saprei dire... Ci provo? Dai 15 ai 20 anni? Diciamo che questa è l'età ipotetica a cui farei leggere questi libri ai miei figli un giorno. 


Il Gattopardo- Tomasi di Lampedusa


per: scoprire la realtà dietro le propagande di ieri e di oggi, e in particolare per capire quel delicato passaggio che fu l'Unificazione, forse mal gestito, che ha generato il Paese in cui viviamo adesso (nonché innamorarsi perdutamente di Tancredi!).


Io non ho paura- Ammanniti


per: scoprire l'Italia in un periodo storico buio che i ragazzi non hanno vissuto, quello dei sequestri di persona e far conoscere alcune zone remote del nostro Paese.


La fattoria degli animali- Orwell


per: aprirsi gli occhi sulla politica.

Diciamo che per adesso mi sono focalizzata sul rapporto individuo-mondo, che si esprime principalmente attraverso la politica, ma non si esaurisce lì. Prossimamente pubblicherò anche quei libri che per me sono fondamentali per guardarsi dentro e fare un po' di introspezione. Prevedo che ci saranno anche alcune "invasioni di campo", in quanto raramente un libro si esaurisce in un solo compito. Sono indecisa se fare una lista dedicata all'educazione sentimentale delle donne, perché in genere odio le divisioni di genere, ma in questo caso credo che un lettore uomo me li tirerebbe dietro... Ma chissà. Forse la chiamerò "uno sguardo al femminile", per invogliare gli uomini a guardarci dentro un po' più approfonditamente...

Buona lettura!
Rose

giovedì 5 giugno 2014

Jane Austen- i luoghi e gli amici- Constance Hill



TITOLO Jane Austen- i luoghi e gli amici
AUTRICE Constance Hill
EDIZIONI Jo March

LA MIA ESPERIENZA: Immaginate di arrivare in Inghilterra, noleggiare una vettura e iniziare ad esplorare i luoghi in cui Jane Austen ha vissuto. Libri dell'autrice sotto braccio, pensate di riuscire a comparare le descrizioni dei romanzi con i paesaggi che avete davanti. Biografie alla mano, passeggiate nelle stesse stanze, lungo gli stesso sentieri. Un sogno per ogni Janeite. Questo libro è proprio ciò che avete appena letto: due Janeites di inizio ventesimo secolo affrontano il viaggio sulle orme della loro scrittrice preferita, creando un ritratto che attinge alla biografia, alle lettere edite così come al materiale inedito che sono riuscite a scoprire e a vedere. Ho amato profondamente questo libro in Austenland, che mi ha rivelato, confermato come l'ambiente intorno all'autrice, cioè le persone, le città e la natura, fosse fondamentale per capire a fondo la sua opera. Vi sembrerà di conoscerla ancora meglio dopo averlo letto e di esserci stati per davvero. 
A dire la verità un pensierino ce l'ho fatto, ad andare in pellegrinaggio negli stessi luoghi e chissà che non ci riesca! Un secolo però cambia tante cose, sopratutto il ventesimo che ha portato più cambiamenti di tutti i secoli precedenti, per cui credo che ciò che ci aspetterebbe oggi sarebbe molto diverso. Innanzitutto i Jane Austen Museums sparsi un po' dovunque, che rendono tutto più facile, ma al contempo meno avventuroso. Quello che ho apprezzato di più di questo libro è invece il tono pionieristico: le sorelle Hill trovavano i nuovi occupanti delle case, bussavano alla loro porta chiedendo di vedere le stanze dell'autrice, parlavano con i discendenti di chi l'aveva conosciuta e così via. Tutto questo ha contribuito a farmi sognare e spero che faccia lo stesso effetto anche a voi.
Due parole sull'edizione: molto buona, ottima carta e carattere, pochissimi refusi (e alcuni non sono neanche sicura che lo siano). La qualità delle illustrazioni invece l'ho trovata inferiore al resto. Peccato per la distribuzione ridotta all'essenziale. Io l'ho comprato a Torino, ma si può ordinare dal sito (jomarch)

In due parole: Inghilterra del Sud, Jane Austen... c'è bisogno di aggiungere altro?

martedì 20 maggio 2014

Mary Poppins- P. L. Travers



TITOLO Mary Poppins
AUTRICE P.L. Travers
CASA EDITRICE Rizzoli

LA MIA ESPERIENZA: Come per gli altri classici, non farò una propria e vera recensione, ma mi limiterò a riportare la mia esperienza di lettura. Ebbene, avete visto che è passato un bel po' di tempo dall'ultimo post. Nel frattempo non ho smesso di leggere, ma l'idea di mettermi al pc per scrivere la recensione, mi faceva venire sempre voglia di fare qualcos'altro... Periodo così capitano, se poi ci mettete che è iniziato il periodo intenso del lavoro... Insomma, avete il quadro della situazione!
Ma bando alle ciance, o ciancio alle bande, e arriviamo al libro... Se vi state chiedendo perché recensisco questo e non quelli che ho letto nel frattempo, il motivo è che... Non mi è piaciuto! Per niente! E dovevo dirlo al mondo.
Mary Poppins per me è stata una grande delusione. E da amante dell'Inghilterra, sono rimasta sconvolta. Mi apprestavo a gustarmi l'aroma britannico a ogni pagina e invece sono stata delusa. A posteriori ho scoperto che l'autrice è sì britannica ma nata australiana, e forse è per questo, ma boh, non saprei dirlo. Non ho trovato nulla dello spirito e dell'ambientazione del film (che comunque non è mai stato il mio preferito) e a dire il vero non vedevo l'ora di leggere la vera versione della storia, dato che si sa che il buon Walt ha sempre stravolto tutto col suo buonismo tutto a stelle e strisce. Ma neanche qui ho avuto soddisfazione.
Prima di tutto, la governante mi inquieta. E' lunatica, vanitosa e scorbutica. Non che volessi un personaggio zuccherino, ma in certi passaggi l'avrei presa a botte. Il lato fantastico è veramente al limite del non-sense, cosa che invece odio. Amo il fantasy, amo il reale fantastico, ma tutto deve essere coerente in un contesto e, lo ripeto, odio il non-sense. I capitoli sono praticamente racconti e, a parte un paio, li ho trovati noiosi. Quelli che ho preferito sono il compleanno allo zoo e quando Mary rimane sola con i gemelli che parlano con lo stornello. Questi due sono meravigliosi e mi hanno intenerito e fatto sognare, scostandosi dal resto del libro. 
Sono anche stata turbata dal capitolo in cui Mary ruba le stelle di carta dei bambini. Poi le va ad attaccare in cielo, ok, ma la figura della bambinaia che si intrufola di nascosto nella camera per rubarle (vista dai bambini che sono svegli e che ci rimangono malissimo) la trovo inquietante. E' vero che la letteratura per l'infanzia è cambiata tantissimo, che una scena del genere oggi forse la dovremmo giustificare anche troppo con insegnamenti pedagogici, ma io ci sono rimasta male per i piccoli! E anche i personaggi che ruotano intorno a Mary sono ambigui e starebbero bene in un film di Tim Burton, ma senza quel "che" che si ritrova in altri libri. Insomma, sarà l'età, ma avrei preferito sognare ad occhi aperti piuttosto che ritrovarmi a dire "Eh?" ad ogni capitolo...





lunedì 31 marzo 2014

La sposa normanna- Carla Maria Russo



Titolo La sposa normanna
Autrice Carla Maria Russo
Edizione Piemme 

Trama Palermo, 1185. Costretta in sposa al figlio del grande Barbarossa, Costanza d'Altavilla conosce una vita di intrighi, complotti, violenze e lotte di potere. Combatterà con tutte le sue forze, contro nemici potentissimi che vogliono distruggerla, finché sarà lei a regalare al mondo uno dei suoi più grandi sovrani di sempre: suo figlio Federico II di Svevia. In un avvincente romanzo storico, l'orgoglio indomito di una donna che ha segnato la storia.

La mia esperienza: ho comprato il romanzo in un momento di blocco del lettore, come vi ho già detto. Mi era stato assicurato un libro piacevole, scritto bene e non sono stata delusa! La cosa importante per me, come si sarà capito, quando leggo un libro storico è la scrittura e la capacità di rendere il passato. Non è di certo un mattone questo romanzo di 232 pagine, per cui non vi sono capitoli o lunghi passaggi di descrizioni, ma riesce comunque a catapultarvi nel periodo storico. È sicuramente incentrato più sulla vita interiore di Costanza che sulla politica, che non è assente ma non costituisce neanche il fulcro della storia, per cui lo trovo godibile da un vasto pubblico, anche da chi è più interessato alla trama, o ai sentimenti, che alle trame. Mentre lo leggevo, mi dicevo che potrebbe essere un ottimo libro di lettura per la scuola, perché rende bene senza annoiare la condizione femminile nel Medioevo. Costanza è bellissima e viva, ci si ritrova a piangere, a gioire e soffrire per lei. La figura di Federico poi riesce molto ben caratterizzata, con il suo modo di parlare unico. La Sicilia poi è un'altra assoluta protagonista, con colori, odori e sapori, parole e usanze. 

In due parole: sentimento e storia 

lunedì 17 marzo 2014

Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo- Il ladro di fulmini


TITOLO: Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo- Il ladro di fulmini
AUTORE: Rick Riordan
EDIZIONI: Mondadori (letto in e-book)


TRAMA: Percy Jackson pensava di essere un dodicenne normale. Certo, il suo pessimo carattere dava qualche problemino. E poi il fatto di non aver mai conosciuto il padre, essere stato sbattuto fuori da ogni singola scuola mai frequentata ed essere stato protagonista di numerosi, quanto bizzarri, incidenti. Ma, dopo tutto, chi può dirsi “davvero” normale? Di sicuro la sua speranza di vivere un’esistenza comune crolla miseramente quando, davanti ai suoi occhi, la prof di matematica si tramuta in una Furia, con la F maiuscola. Un mostro mitologico pronto a fargli le penne. Perché Percy è tutto, fuorché normale.
Per Percy, ci sono molte scoperte all’orizzonte: non solo gli dei esistono (e vivono a New York), ma lui stesso risulta essere figlio di un’umana e di Poseidone. Nel suo futuro ci sono imprese mitiche... e 3 mesi di addestramento al Campo Mezzosangue, la colonia estiva che ospita i suoi simili, creature metà umane e metà divine. Accanto a lui troverà amici sinceri: la tempestosa figlia di Atena e un goffo satiro che bruca lattine come se fossero la cosa più golosa al mondo...

LA MIA ESPERIENZA: Come avete avuto modo di leggere più volte su Facebook o sul blog, ero molto restia all'idea di leggere di un altro "predestinato" dopo Harry Potter, oltretutto se figlio di un dio greco descritto dalla mano di un americano. Eppure mi sono dovuta ricredere parecchio! Mi sono molto divertita a seguire le avventure di un dodicenne sfigatino, vessato da ogni tipo di bullo, umano o semidivino, alla ricerca di un oggetto mitologico che manco pensava potesse esistere, tantomeno in America: la folgore di Zeus. Non vi aspettate un altro Harry, lo stile è completamente diverso: si entra subito nell'azione, non vi è traccia di quella malinconia così british a cui la Rowling ci ha abituato e lo stile è molto diretto. Poche cose sono lasciate alla riflessione, devo dire che si intuisce abbastanza bene dove stanno le magagne, i traditori nascosti nell'ombra e in questo è più "da ragazzi" rispetto al coetaneo inglese. Ma non è scontato, anzi, si intuisce che Percy ha ancora molto da dare nei prossimi romanzi e, se non si fanno paragoni, è molto piacevole come protagonista. Dopotutto, è un dodicenne con le priorità di un dodicenne, non un eroe votato al sacrificio e mi piace molto che alla fine sia lui a dover maturare e non arrivi in soccorso una figura paterna sdolcinata che ci sarebbe stata tanto male. Apprezzo che si senta che lo scrittore è un insegnante che conosce i ragazzi e adoro, adoro, adoro l'idea che la dislessia, i deficit dell'attenzione e l'iperattività siano segnali di un'origine divina e non disabilità. Lo farei leggere a quei ragazzi (e non) che nel periodo scolastico si sono visti "marchiare" del simbolo dei diversi, come un piccolo indennizzo. Dopotutto, ancora ai miei tempi si guardava molto meno a queste cose e i ragazzi venivano bollati come "studenti difficili", proprio come alla Yancy, la scuola di Percy. E a chi non sarebbe piaciuto ridurre in cenere la propria insegnante di matematica?
Inoltre, scordatevi il film, che ho trovato penoso, scordatevi i figherrimi Sean Bean, Pierce Brosnan e Uma Thurman: Poseidone è descritto a metà tra un surfista di mezza età e un pescatore, Zeus come un magnate di Wall Street, la Dodds come una cinquantenne metallara e così via. Tutto è molto meno epico del film, ma più originale e non scontato e proprio per questo mi è piaciuto un sacco!


IN DUE PAROLE: avventuroso e divertente

sabato 8 marzo 2014

PerSy in una nuova lettura... Ovvero io e i miei pregiudizi antiamericani...



Salve a tutti,
un altro post di aggiornamento. Le recensioni ultimamente mi vanno strette, non riesco proprio a mettermi davanti al pc a "ingabbiare" le mie ultime letture in schede, per cui vi tocca leggere un po' di ciance libresche in queste settimane... 
Vi avevo già informato su Facebook del bel libro storico che stavo leggendo, "La sposa normanna", che ahimè ho lasciato a casa materna tre giorni fa e che non ho ancora finito. Il pranzo domenicale me lo renderà e potrò così terminarlo. 

Molto ben scritto, lo trovo una piacevole lettura di svago, in quanto si concentra più sul lato personale ed emotivo di Costanza d'Altavilla che sugli intrighi. Molto rosa, ma assolutamente di un buon livello, con un bell'italiano, un uso della storia corretto a mio avviso, per farci vivere la condizione di una nobildonna dell'epoca senza annoiare. Se fossi un'insegnante, lo darei come lettura da scuola superiore, perché appassiona molto.


La pausa di lettura mi ha permesso di riprendere in mano il Kobo per poter leggere finalmente Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo- Il ladro di fulmini. Ebbene sì, l'avevo snobbato per anni, non avevo visto il film perché ero troppo fan di Harry Potter per poter concepire un altro "predestinato" all'epoca. Il fatto che prendesse come cornice la mitologia greca, che amo, e l'ambientasse in America, con un protagonista americano, di penna americana... Suvvia, potete capire perché fossi preda dei pregiudizi!!! Mica tutti sono Neil Gaiman... Invece mi hanno passato questi libri e adesso sono incollata alle pagine del primo, "Il ladro di fulmini". Mi ha preso tantissimo, rispetta veramente lo stile degli dei greci e le loro personalità (ho da ridire su Afrodite, ma per ora se ne è parlato poco) e il fatto che Percy sia uno sfigato di primissimo livello mi ha fatto impazzire. Vederlo vessato dalla progenie di Ares, con la testa nella tazza del water mi ha conquistato! E non perché sia odioso, anzi, ma il tutto lo rende più umano. Insomma, il linguaggio è un po' "uassameriganboi", ma questo ragazzetto non mi pare per ora il classico eroe statunitense alla Capitan America. Infatti sono indecisa se vedere il film, perché dal trailer mi sembra lo abbiano fatto un po' troppo figo...


Voi che ne dite? Lo avete letto o avete visto il film? Fatemi sapere le vostre opinioni anche su Facebook!

See ya!

venerdì 28 febbraio 2014

Aggiornamento

Salve a tutti,
come avrete letto sul Facebook, ultimamente ho rallentato l'attività di lettura. Mi è preso un "blocco del lettore" e dopo le bellissime esperienze di lettura che ho riportato il mese scorso... beh il cervello mi si è otturato. A mia discolpa posso dire di aver passato un momento un po' difficile, ma di esserne venuta fuori, soltanto che... Cervello la sera voleva solo episodi di "The big bang theory"... e vagli a dire di fare altro!

Al momento sono in lettura forzata, in quanto per lavoro devo leggere delle biografie. Di queste, consiglio agli amanti dei libri storici "Il Tormento e l'Estasi" di Irving Stone. 


Una bella biografia di Michelangelo, che la vita se l'era incasinata alquanto, scritta con un bello stile fiorito e appropriato senza risultare noioso a morte. Ovviamente mi sono già innamorata del Magnifico... ma era prevedibile!

A presto con altre recensioni!!

martedì 21 gennaio 2014

booktrailer di The Peach Keeper!

Come al solito, arrivo dopo "i'fochi" come si dice qui dalle mie parti e trovo solo ora il booktrailer dell'ultimo libro che ho recensito!








lunedì 20 gennaio 2014

The Peach Keeper- Sarah Addison Allen



TITOLO: The Peach Keeper (in italiano: L'albero dei segreti)

AUTRICE: Sarah Addison Allen; sito web
EDIZIONE: Hodder (italiana Sonzogno)

TRAMA: La grande villa, costruita dal bis-bis-nonno di Willa, è stata per anni un monumento alla sfortuna e allo scandalo, finché una compagna di classe di Willa- la socialite Paxton Osgood- l'ha acquistata per renderle nuova gloria e trasformarla in un albergo di classe. Ma quando uno scheletro umano viene trovato sotto l'unico albero di pesco della proprietà, iniziano a venire alla luce segreti a lungo nascosti, accompagnati da una serie di strani accadimenti in tutta la città. Willa e Paxton dovranno affrontare passioni e tradimenti che una volta unirono le loro famiglie e scoprire verità che hanno trasceso il tempo per toccare il cuore dei vivi. (liberamente tradotto da Amazon)

LA MIA OPINIONE: non ho ancora avuto modo di parlare nel blog di quanto io ami questa autrice. L'ho scoperta per caso anni fa quando ancora non era stata tradotta e da allora l'ho sempre letta in inglese. I libri italiani li ho regalati a destra e manca, ma io non potrei leggerla con un'altra "voce". Per me, la Allen rientra a pieno titolo nel club delle regine della letteratura rosa, ma è forse l'unica che riesco a leggere. Perché i suoi libri non sono mai scontati, la trama ha sempre quel che di inaspettato che ti tiene incollata alle pagine. Un piccolo tocco di magia poi non manca mai, ma non aspettatevi streghe e vampiri: si tratta di quelle piccole cose inspiegabili che capitano a tutti nella vita. A volte più marcati,a volte come in questo caso meno. E' il profumo di un frutto fuori stagione che ci colpisce all'improvviso le narici, risvegliando ricordi e sensazioni, un albero che cresce spontaneamente sopra il luogo di un delitto, una serie di "fortunate coincidenze", ricordi insepolti che all'improvviso trovano voce... A tutto questo, aggiungeteci dei personaggi femminili così ben definiti, così psicologicamente complessi che potrebbero benissimo essere voi (e in un paio di occasioni con me ci ha dato benissimo), vostra madre o sorella. La specialità della scrittrice sono i complessi femminili, le outsider, quelle ragazze che non saranno mai le più belle della scuola, ma anche la nostra naturale inclinazione ad aderire alle aspettative degli altri, fino a soffocare le nostre ambizioni. 

In questo caso, abbiamo Willa e Paxton, due specchi per lo stesso problema: a causa delle rispettive famiglie, si sono tarpate le ali per aderire a dei canoni, o scontare dei peccati. Alle loro vite si intrecciano quelle delle rispettive nonne, in un circolo temporale che le nipoti saranno destinate a spezzare. Antiche promesse, legami indissolubili, fantasmi e maledizioni costituiscono il cuore magnetico di questo romanzo. Io personalmente adoro le saghe famigliari, quindi ho amato questo romanzo e se anche voi, come me, avete amato molto una vostra nonna tanto da desiderare di aver chiesto di più sulla sua vita quando ancora si poteva avere risposte... è il libro che stavate aspettando.

I lavori di Sarah Addison Allen sono sempre piacevolissimi e leggerli è come tornare a casa ogni volta. Nel "The Peach keeper" la scrittrice fa anche un regalo ai propri lettori affezionati: non ve lo voglio spoilerare perché io ho cominciato a saltellare da seduta sul letto mentre lo leggevo, ma sappiate che se non avete perso un suo libro, c'è una sorpresina solo per voi! ;) 

p.s. La trama che trovate sul sito di Sonzogno ha veramente poco a che vedere col romanzo, per cui mi auguro che non abbiano riscritto la storia con la traduzione...


IN DUE PAROLE: incantevole e romantico

lunedì 13 gennaio 2014

Agatha Raisin and the quiche of death- M.C. Beaton

















TITOLO: Agatha Raisin and the quiche of death  (ed. italiana Agatha Raisin e la quiche letale)
AUTRICE: M.C. Beaton
EDIZIONI:  Robinson (ed.italiana Astoria)

TRAMA: Agatha Raisin, cinquantenne dal carattere difficile, decide di cambiare vita: chiude la società di PR, lascia Londra e si trasferisce nei Cotswolds, un'area di pittoresca bellezza nel cuore dell'Inghilterra. Carsely, il piccolo e perfetto villaggio dei suoi sogni, è sublime: gli abitanti sono stravaganti e gentili, il cottage comprato da Agatha è scomodo al punto giusto, abbondano i vestiti a fiori, tipo Laura Ashley, e la cordialità è un po' di facciata. A Londra non si era accorta di non avere amici, ma giunta a Carsely si ritrova sola e isolata. Donna attiva e prepotente, Agatha non si accontenta di inserirsi nella nuova comunità ma vuole diventare anche popolare. Come fare? Partecipare a una gara culinaria. E se non si è in grado di cucinare? Andare a Londra e comprare un'ottima quiche. E se il giudice della gara muore mangiando la quiche? Ingiustamente accusata di aver provocato una morte e giustamente additata per aver imbrogliato, Agatha investiga... "Agatha Raisin e la quiche letale" è il primo libro dedicato all'eccentrica investigatrice: una serie ironica e leggera, intelligente e sarcastica. (tratto da ibs.it)

LA MIA OPINIONE: Ho letto questo libro in inglese perché ignoravo che esistesse in italiano, ma anche perché trovo questi romanzetti degli ottimi modi per esercitarsi in inglese divertendosi. Io li darei a scuola. Ne ha parlato un sacco la Leggivendola, quindi passando non casualmente dalla Waterstone su Piccadilly mi sono voluta deliziare con questo libriccino. Ora, a tutti i booklover consiglio assolutamente di andare a Londra alla mega Waterstone, che sì sarà mainstream, ma sono quattro cacchio di piani di libri E un bar/ristorante dove potersi godere un ottimo piatto di salmone, un thé e sfogliare i propri libri. Che se si pagano prima, ti danno uno sconto da usare al bar (wink wink).
Ok, ho divagato, tornando al libro, si tratta di un cozy crime, ovvero questi gialli molto leggeri che regalano un sorriso sulle labbra pagina dopo pagina. Ma non solo. Devo dire di essere rimasta stupita da questa autrice, capace sì di mettere su un romanzo piacevole e scorrevole, ma anche di creare dei personaggi assolutamente a tutto tondo e avvincenti. Agatha è tutto tranne che "carina"; più avanti andavo con la lettura e più dicevo: "che stronza!". Uno squalo londinese che si ritrova in un mondo all'apparenza idilliaco ma con le sue ragnatele. L'inglesità è assicurata, il divertimento pure, è un giallo vero, nel senso che si può arrivare con tutti gli indizi all'assassino, perciò è stato promosso a pieni voti. Oltretutto regala uno squarcio di Inghilterra che adoro, la zona dei Cotswolds, riprodotta fedelmente tanto da tradurre graficamente anche l'accento locale. Non nego di aver pensato più di una volta nella vita di fare un passo del genere, di lasciare tutto e di andare a vivere là. Se lo farò mai... mi assicurerò di saper cucinare una quiche decente prima!!

Consigliato per lo spasso e per la tridimensionalità della trama e dei personaggi, assolutamente non scontati. I libri della serie sono tanti, perciò il divertimento è assicurato per un bel po' di tempo!!

IN DUE PAROLE: british e avvincente